domenica 8 aprile 2012
Soldi ai partiti: 'Ma quali rimborsi, paghino loro'
Partiti che rubano i soldi del finanziamento pubblico. Parlamentari che usano il loro potere per fare affari immobiliari. Assenteismo e nepotismo nelle istituzioni. I cittadini sono sempre più esasperati. E dopo gli scandali Lusi e Belsito tutti dicono di voler cambiare il sistema del finanziamento pubblico ai partiti, da Di Pietro a Casini, da Bersani ad Alfano. Ma c'è chi va oltre. "Perché non pensare all'abolizione di tutti i partiti, eterne sanguisughe dello Stato italiano?" Questa la proposta choc di un lettore. Che scrive ad Affaritaliani.it: "Bisogna fare come in America, creare movimenti che agiscono in prossimità delle elezioni, poi via, tutti a casa a lavorare".
E subito si scatena il dibattito. Decine di lettere con proposte da parte dei lettori: "Consideriamo per il voto solo i partiti che pubblicheranno volontariamente i propri bilanci". "Nessun compromesso, tutti a casa". "Paghino loro il debito pubblico". "Al posto dei politici si dia voce a imprenditori e lavoratori". E mentre il governo Monti studia il decreto per il finanziamento pubblico, Di Pietro lancia il referendum per abrogare i rimborsi elettorali
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