mercoledì 11 aprile 2012
Bufera Lega
La Lega non ha perso nemmeno un voto nell'ultima settimana ed è rimasta ferma all'8%. Lo rivela ad Affaritaliani.it Nicola Piepoli, commentando i risultati del suo ultimissimo sondaggio - realizzato martedì 10 aprile -, il primo dopo la bufera giudiziaria che ha investito il Carroccio. L'ex ministro dell'Interno ha detto a Bergamo che il suo sogno e il suo obiettivo è quello di diventare il primo partito della Padania alle prossime elezioni politiche del 2013. "E' assolutamente possibile", spiega Piepoli. Che aggiunge: "Con Maroni segretario, ovviamente se sceglierà una squadra forte e intelligente, la Lega può arrivare al 12-15% a livello nazionale. L'ex responsabile del Viminale era uno dei ministri più amati del governo Berlusconi e ha fatto molto bene".
MARONI DAI PM A MILANO La Lega e' pronta a costituirsi parte civile nel provvedimento che coinvolge il suo ex tesoriere Francesco Belsito, accusato di aver utilizzato parte dei rimborsi elettorali per finalita' estranee a quelle del partito. Lo ha detto Roberto Maroni, al termine dell'incontro con i magistrati milanesi titolari dell'inchiesta sui conti della Lega. L'esponente del triumvirato che ha preso le redini del partito dopo le dimissioni di Umberto Bossi, ha spiegato che ritiene la Lega "parte offesa".
Nella vicenda che coinvoge l'ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, "qualcuno ha approfittato della buona fede di Umberto Bossi". Ha detto Maroni, il quale ha rimarcato la diversita' del suo partito nel "fare pulizia" nonostante vi sia un solo esponente del partito indagato. "Del versante giudiziario non ci interessa e' stato violato il codice etico, i militanti fanno fatica a tenere aperte le sedi e i soldi andavano in Tanzania. Per questo c'e' stata una reazione, come si e' visto ieri".
La Lega ha dato incarico alla societa' di revisione Price Waterhouse "di verificare la situazione patrimoniale della Lega". Ha spiegato Maroni . La nostra intenzione e' fare pulizia e chiarezza", ha aggiunto, "siamo pronti a prendere provvedimenti senza guardare in faccia a nessuno".
"Il procuratore ha detto che ci fara' avere un elenco dei documenti che a loro servono. Qualunque richiesta ci verra' fatta, verra' immediatamente soddisfatta", ha aggiunto l'ex ministro.
Roberto Maroni nega che vi sia una parte della Lega esclusa dalla definizione di 'barbari sognanti' da lui coniata, in omaggio a un poeta triestino. "Non c'e' una mia corrente, siamo tutti barbari sognanti", ha detto parlando coi cronisti al termine del colloquio coi pm. Rispondendo a chi gli ha fatto notare che nelle carte dell'indagine viene definito barbaro sognante, Maroni ha quindi spiegato di avere preso in prestito questa definizione da Scipio Slataper, intellettuale irredentista triestino.
Per la lega "il codice etico e' importante come il rispetto delle leggi". Lo ha sottolineato Roberto Maroni parlando coi cronisti dopo il colloquio coi pm milanesi. "Ci sono una serie di situazioni non bellissime, ha detto. "Il versante giudiziario ci interessa poco, noi siamo diversi. Per noi questa indagine ha svelato la violazione del codice etico, che e' altrettanto importante che il rispetto delle leggi".
"Il fatto che i militanti fanno fatica a tenere aperte le sedi - ha aggiunto - e vedono che i soldi sono stati mandati in Tanzania invece che a Malnate e' una cosa che non accettano e sopportano". "A noi interessa poco che i reati ci siano o no - ha puntualizzato ancora Maroni - quello che ha dato fastidio e determinato la reazione e la richiesta di pulizia con le scope a Bergamo e' la sensazione che qualcuno ha approfittato della buona fede di Bossi per favorire se stesso invece che il movimento politico". A chi gli ha chiesto conto dei soldi versati per la scuola della moglie di Bossi, Manuela Marrone, Maroni ha risposto: "Cosa c'entra, ci sono dei finanziamenti del partito a iniziative del partito". Maroni ha invece preferito glissare ("non ho niente da dire") in merito a domande relative a Belsito e al Sinpa di Rosi Mauro.
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