martedì 29 maggio 2012

Operazione San Diego: maxi evasione da 260 milioni

I tempi cambiano. E dall'operazione San Gennaro si passa all'Operazione San Diego. Stessa città, Napoli. Diverso reato: stavolta si tratta di un'evasione fiscale da 260 milioni. Soldi nascosti al fisco da parte di un gruppo industriale che confezionava accessori e capi d'abbigliamento per griffe di grido come Antony Morato ad Amy Gee. L'operazione della Procura di Torre Annunziata ha emesso cinque misure cautelari di cui due con beneficio dei domiciliari, due provvedimenti di divieto di dimora nella provincia di Napoli e un sequestro di beni per 27 milioni di euro. Il gruppo incriminato, la San Diego srl, fa capo alla famiglia Caldarelli. In carcere è finito Angelo Cardarelli, 57 anni, considerato dagli inquirenti il dominus dell'organizzazione a delinquere. L'intestatario formale della "San Diego", l'imprenditore paganese Bonaventura (Rino) Sorrentino, 37 anni, è ora ai domiciliari insieme all'ex sindaco di San Marzano sul Sarno, Francesco Grimaldi, presidente del collegio sindacale dell'azienda. Carcere anche per il più stretto collaboratore di Cardarelli, Mario Del Gaudio 51 anni, e per un altro comemrcialista, Luigi Nellitagliaferro, 41 anni. Misure restrittive minori per altri due componenti del collegio sindacale, Cosimo D'Ambrosio, 55 anni, e Giuseppe Salvati, di 51. Sono stati sequestrati 15 immobili, 10 tra auto e moto, quote e partecipazioni societarie e numerosi rapporti bancari. Le indagini sono nate da verifiche fiscali sulla società "San Diego Srl" con sede in Poggiomarino, compiute nel 2010, che hanno fatto emergere grandissima mole di fatture che sembravano riferirsi a operazioni mai avvenute. Ulteriori accertamenti e l'utilizzo di intercettazioni telefoniche hanno fatto rilevare l'esistenza i un'associazione a delinquere che, attraverso l'uso di fatture per operazioni mai avvenute, ha fatto evadere alla "San Diego Srl" Iva per 27 milioni di euro anche grazie al "prezioso silenzio", scrive il procuratore Raffaele Marino, del collegio sindacale. Le fatture sono state emesse da imprese nell'area vesuviana di cui erano titolari cittadini cinesi. Molte delle societa' emittenti avevano gia' cessato la loro attivita' al momento della presunta operazione commerciale attestata in fattura o avevano un oggetto sociale differente dalla vendita di capi di abbigliamento. Cosi' la societa' non solo ha frodato il fisco, ma "con ogni probabilita', ha anche guadagnato fette di mercato importanti rispetto agli operatori commerciali onesti".

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