sabato 26 maggio 2012

Vaticano, preso il 'corvo' che aveva diffuso documenti segreti della Santa Sede

L'attivita' di indagine avviata dalla Gendarmeria ha permesso di individuare una persona in possesso illecito di documenti riservati". Lo ha dichiarato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. La persona trovata in possesso di documenti riservati dalla Gendarmeria si trova "in stato d'arresto". Lo ha reso noto il vice direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Ciro Bendettini. Il religioso non ha voluto confermare che il nome del fermato e' quello che circola, cioe' l'assistente di camera del Papa, Paolo Gabriele. "Mi ha commosso quello che ha detto il Papa: e' bello avere dei buoni amici, e mi sento tra buoni amici". Il cardinale Angelo Bagnasco ha risposto citando le parole dette lunedi' scorso dal Pontefice ai porporati, ad una domanda dei giornalisti sul clima di tensione che sembra regnare in questo periodo in Vaticano. La conferenza stampa e' stata tenuta mentre arrivavano le prime voci sull'arresto del "corvo" e il presidente della Cei si e' tenuto sulle generali. "Non dobbiamo occultare il male ma non eccedere a enfatizzare, vedendo solo il male dimenticando il bene", ha suggerito. "Il male e' nei cristiani come in tutti gli uomini, ma non dobbiamo avere una visione manichea", ha aggiunto il cardinale Bagnasco, ricordando che "la fragilita' tocca l'uomo, qualunque status egli abbracci". L'unica riposta, ha continuato, "e' la conversione. Dobbiamo essere vigilanti perche' l'insidia del male con qualunque maschera si presenti non entri nella mia vita. Attraverso la virtu' e la forza della grazia. Non sono - ha osservato - le strutture che salvano, e' la Grazia: le strutture la facciamo noi uomini". Bagnasco ha risposto anche a una domanda sull'uscita dallo Ior del presidente, Ettore Gotti Tedeschi, mentre e' in corso l'iter di attuazione delle nuove norme sulla trasparenza bancaria in Vaticano: "penso - ha detto - che tutti gli attori in gioco ai diversi livelli vogliono e perseguono questo: la trasparenza. Nelle singole questioni non entro, ma certo si persegue questo". A chi gli chiedeva infine di pronunciarsi sulle accuse dell'ex direttore di Avvenire Dino Boffo a personalita' vaticane, il cardinale ha risposto: "bisogna chiedere agli interessati, se si ritiene". Il maggiordomo infedele rischia 30 anni di carcere - Rischia 30 anni di carcere Paolo Gabriele, il maggiordomo infedele di Benedetto XVI. I reati dei quali e' accusato sono infatti molto gravi: la fattispecie e' quella di violazione della corrispondenza di un Capo di Stato che equivale ad attentato alla sicurezza dello Stato. In merito, la legislazione vaticana recepisce quella italiana ed e' possibile che - se condannato - debba scontarli in Italia, in quanto lo Stato della Citta' del Vaticano non ha un carcere. Si delinea in queste ore pero' un quadro che potrebbe far pensare all'azione di un esaltato e questo aprirebbe altri scenari processuali. Nel caso dell'attentato di piazza San Pietro, Agca fu consegnato alla Giustizia italiana che lo processo', ma negli ultimi anni casi meno drammatici hanno visto all'opera direttamene i giudici vaticani. i Patti Lateranensi consentono infatti entrambe le soluzioni. Il dolore del Pontefice - Informato dell'arresto dell'aiutante di camera nell'indagine sulle fughe di documenti, Benedetto XVI e' 'addolorato e colpito'. Lo riferisce una fonte vicina al Papa, che sottolinea come 'si tratti di vicende dolorose' e come il Pontefice, 'consapevole della situazione' mostri 'partecipazione' e sia 'addolorato e colpito'

Nessun commento:

Posta un commento