
Valentina Misseri incontra in carcere per la prima volta il padre Michele, reo confesso dell'omicidio della nipote Sarah Scazzi e colui che ha chiamato in correità l'altra figlia, Sabrina. Ma perché quest'ultima, nell'interrogatorio del 15 ottobre, finito con il suo fermo, disse ai magistrati che aveva intenzione quel giorno di chiedere un 'faccia a faccia' con il padre, prima ancora di essere ascoltata, visto che l'accusa di complicità rivoltale da Michele Misseri le era stata comunicata solo poco prima, nella stessa caserma? Non c'é giorno di tregua nella infinita vicenda del delitto della quindicenne di Avetrana. La notizia dell'incontro tra Valentina Misseri e suo padre, che sarebbe avvenuto in carcere il 22 ottobre, rimbalza dagli schermi televisivi. A riferirla è l'avv. Daniele Galoppa, il legale d'ufficio di Michele, intervenendo alla trasmissione di RaiUno 'L'arena'. Il motivo è presto detto: Galoppa ha detto che Valentina ha suggerito al padre di revocare il mandato a Galoppa per scegliersi un legale di fiducia. Sarebbe stata la stessa Valentina a comunicarlo telefonicamente a Galoppa, il quale non ha spiegato i motivi per cui Valentina Misseri starebbe cercando di convincere il genitore ad escluderlo dalla difesa e ha detto di non ricordare se Valentina abbia indicato anche il nominativo del legale che dovrebbe sostituirlo per difendere il padre. Quando Michele Misseri confessò il delitto e fu arrestato, Valentina commentò che, se era vero quello che aveva fatto, era giusto che trascorresse il resto dei suoi giorni in cella. Ora lo avrebbe incontrato in carcere per dargli un consiglio sulla sua difesa. E Valentina è la stessa persona che ha sempre detto di ritenere innocente la sorella Sabrina. Sabrina che, nell'interrogatorio di quel 15 ottobre che ha segnato la sua vita, racconta ai magistrati, poco dopo aver saputo di tutte le accuse di complicità fatte dal padre, che proprio quel giorno aveva intenzione di confrontarsi con il genitore. "Io avrei preferito...io, guarda - dice Sabrina rivolgendosi al magistrato che la sta interrogando - avevo proposto di far venire mio padre di fronte ed io di qua con tutti i testimoni, guardandomi in faccia, e di avere il coraggio di dire quello che...". Il magistrato, evidentemente un po' sorpreso, le chiede cosa volesse proporre e sottolinea "se lei non sapeva nemmeno quello che stava dicendo?". A questo punto Sabrina spiega: "Voglio vedere a quattr'occhi se è capace di dire che stavo giù in cantina con lui". Un rapporto difficile da decifrare, quello di Sabrina con papà Michele, soprattutto quando c'é di mezzo la cuginetta Sarah. Perché, ad esempio, fu Sabrina ad invitare il genitore a non dare più soldi a Sarah. Lo dice la stessa indagata, sempre quel 15 ottobre. Sabrina riferisce ai pm di aver chiesto a Sarah perché lo zio le avesse dato per due volte cinque euro, e la cugina le avrebbe risposto "me li ha regalati così". Sabrina racconta allora di essere andata dal padre a chiedere spiegazioni, e che il genitore le rispose di aver voluto dare una mano alla nipote perché usciva tutte le sere con lei e a pagare era Sabrina. "Io dissi - prosegue Sabrina - 'papa', guarda non c'é bisogno, tanto pago sempre io, Sarah lascia i soldi a casa quindi è inutile che lo fai". Michele Misseri avrebbe risposto: "Se mi dici così non le regalo più niente" e da quel momento Sarah non avrebbe più detto a Sabrina di aver avuto in regalo soldi dallo zio. Nel pomeriggio l'avv. Vito Russo, che insieme alla moglie Emilia Velletri difende Sabrina, si è recato a casa Misseri. Aveva con sé un bel po' di documenti, ha parlato a lungo con i famigliari di Sabrina (in casa c'erano la madre Cosima e la sorella Valentina), ed è andato via tenendo in mano quei documenti. Domani mattina al Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Roma inizieranno gli accertamenti tecnici irripetibili sulle impronte trovate sul cellulare di Sarah e su rilievi e reperti acquisiti nel corso delle indagini. Sarà compito anche dei consulenti dare a questa inchiesta altri elementi di verità.
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