domenica 17 ottobre 2010

Morta donna romena colpita in metro Roma


Oggi e' il giorno del pentimento ma soprattutto della paura per Alessio Burtone. La paura di andare in carcere a 20 anni per aver sferrato un pugno in pieno volto, per una banale lite alla stazione Anagnina, a Roma, a Maricica Hahaianu, l'infermiera romena di 32 anni morta ieri in ospedale dopo una settimana di agonia.
La Procura di Roma ha chiesto al gip, infatti, il trasferimento in carcere del giovane aggressore, attualmente agli arresti domiciliari, e dopo la morte dell'infermiera accusato di omicidio preterintenzionale.
''Ho paura di andare in carcere. Non volevo fare del male e provocare la morte di nessuno: sono profondamente pentito di quello che ho fatto'', ha detto oggi Alessio Burtone al suo avvocato quando gli ha comunicato che andra' in galera e che rischia fino a 18 anni.
Una notizia che non consola, pero', i familiari dell'infermiera romena: ''E' giusto che ora quel ragazzo vada in carcere, oggi pero' il nostro dolore e' immenso ed e' per Maricica che non c'e' piu'''.
E' distrutto Adrian, il marito dell'infermiera: ''Ci amavamo tantissimo, tantissimo... e adesso non c'e' piu''', ha detto l'uomo a Ramona Badescu, consigliere delegato del sindaco di Roma Gianni Alemanno per i rapporti con la comunita' romena. Badescu, che in questi giorni e' stata vicina al marito e ai familiari della donna, ha spiegato Maricica e suo marito, genitori di un bambino di 3 anni, erano perfettamente integrati in Italia e che l'uomo ''e' chiuso in un dolore infinito ma non ha mai avuto gesti di rabbia o parole violente verso l'aggressore''.
Il padre del giovane aggressore, attraverso le parole del suo avvocato ha chiesto scusa per il gesto del figlio e ha manifestato la volonta' di incontrare i parenti di Maricica ''per condividere insieme il dolore''. ''I famigliari del ragazzo sono distrutti. Il padre - spiega il difensore di Burtone - e' disposto a vendersi la casa per risarcire il danno''.
E gli amici del giovane lo difendono tanto da esporre sotto casa uno striscione ''Alessio libero''. C'e' ancora incredulita' nel quartiere di Cinecitta', alla periferia della Capitale, dove abita Burtone. Alcuni amici del ragazzo si sono radunati sotto l'abitazione del giovane in segno di solidarieta'. Tutti parlano di un ragazzo ''tranquillo, generoso, molto attaccato alla famiglia''.
E Maurizio, 19 anni, quasi giustifica l'amico: ''Se ha fatto quello che ha fatto e' perche' ci ha visto nero e non voleva. Forse anch'io avrei reagito cosi...''. ''Non ci piace andare in discoteca, ci divertiamo con poco. Anche i genitori e la sorella di Alessio sono delle bravissime persone. Non voglio neanche pensare all'ipotesi che vada in galera, Alessio non e' tipo da stare li'', commenta un altro amico.
Lunedi' sara' effettuata l'autopsia sul corpo di Maricica. L'esame puntera' non solo a stabilire le cause della morte, ma anche a rintracciare il motivo dell'improvviso peggioramento delle condizioni della donna fino a causarne la morte.
I funerali dell'infermiera, invece, si svolgeranno in Romania.
Il Comune di Roma, ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno, si costituira' parte civile e sosterra' le spese dei funerali e del trasporto della salma in Romania.

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