giovedì 28 ottobre 2010

Cade l'alibi di Sabrina


Il Garante della privacy ha aperto un'istruttoria sulla fuga di notizie relative al caso di Avetrana dopo la pubblicazione di verbali e registrazioni audio degli interrogatori. Lo ha reso noto all'ANSA lo stesso Garante Francesco Pizzetti, a margine di un convegno in corso a Gerusalemme.
''Su Avetrana - ha detto Pizzetti - abbiamo un'istruttoria aperta, quindi vedremo''. ''Io penso comunque - ha continuato rispondendo a una domanda dell'ANSA - che il fenomeno che si e' scatenato e' di una dimensione tale che deve interessare e interrogare prima di tutto i magistrati inquirenti, perche'ovviamente la pubblicazione di verbali e addirittura registrazione audio configurerebbe un classico caso di fuga delle prove''.
Pizzetti, che partecipa a Gerusalemme a un incontro internazionale di responsabili di autorita' pubbliche incaricate di sorvegliare la questione della privacy, ha quindi aggiunto: ''Noi faremo quello che dobbiamo. Abbiamo aperto la nostra istruttoria e sentiremo come si sono svolti i fatti''. ''Pero' - ha concluso - io credo come cittadino che siano soprattutto la magistratura inquirente e l'ufficio giudiziario che si sta occupando per competenza del caso a doversene interessare''.
SCENARIO CHIARO, NESSUN ALTRO INDAGATO - ''Non ci sono altri indagati. Stiamo facendo tutti gli accertamenti del caso e attendiamo i risultati degli esami tecnici dei Ris e del medico legale per fare le opportune valutazioni. Poi vedremo cosa dira' il signor Misseri''. Lo ha detto all'ANSA il procuratore di Taranto Franco Sebastio, facendo il punto sulle indagini a proposito dell'omicidio di Sarah Scazzi.
''Lo scenario nel quale e' maturato l'omicidio e' abbastanza chiaro'', gli interrogatori che vengono tuttora svolti di persone informate dei fatti sono ''interrogatori di routine'' per precisare singoli aspetti della vicenda. Anche oggi in tribunale a Taranto vengono sentite negli uffici della polizia giudiziaria due persone informate sui fatti.
Sarebbe ''imminente il deposito della richiesta di incidente probatorio'' per raccogliere e cristallizzare la versione dei fatti - sarebbe la sesta della serie - di Michele Misseri, dice ancora il procuratore della Repubblica. L'uomo - secondo quanto riferi' nei giorni scorsi il suo difensore - avrebbe manifestato all'avvocato l'intenzione di ritrattare la parte riguardante lo stupro del cadavere.
''La posizione di Cosima Misseri? Mi risulta non sia cambiata''. Sebastio ha risposto anche a una domanda a proposito delle ''cose clamorose'' che Valentina Misseri ha detto a un giornalista di aver appreso da suo padre e di voler trasmettere solo ai magistrati e agli investigatori. ''Allo stato non c'è niente'', ha detto il procuratore.

VALENTINA: PAPÀ MI HA DETTO COSE CLAMOROSE - "Papà è molto provato, dimagrito e depresso; ha voluto parlare e io l'ho ascoltato: mi ha detto cose importantissime, clamorose, che devo riferire al colonnello Russo e ai magistrati". Lo rivela Valentina Misseri al quotidiano 'La Gazzetta del Mezzogiorno'. La figlia di Michele Misseri e sorella di Sabrina, tutti e due in carcere con l'accusa di aver ucciso Sarah Scazzi, fa quindi capire che le notizie "importantissime" avute dal padre potrebbero aprire nuove ipotesi d'indagine.
La donna sottolinea anche che con il padre, che ha visitato in carcere il 22 e il 26 ottobre scorsi, non ha mai parlato di Sabrina.
"Papà - dice - deve dire tutta la verità; noi non vogliamo influenzarlo, ma non accettiamo che a condizionarlo tenti qualcun altro, a noi interessa la verità, perché sono convinta che la verità aiuti Sabrina".
Intanto, nelle ultime ore ha ripreso quota su alcuni quotidiani il giallo sui movimenti di Sabrina Misseri nei momenti immediatamente successivi all'uccisione di Sarah nel pomeriggio del 26 agosto. Il telefonino di Sabrina - pubblicano alcuni giornali - alle 15.19 del 26 agosto, quindi mezz'ora dopo l'uccisione di Sarah, ha agganciato una cella telefonica che ricade nel Comune di Nardò (località 'Fattizze'), la stessa cella che capta il segnale di suo padre Michele il quale, in un interrogatorio, ha riferito agli inquirenti che, a quell'ora, stava nascondendo il cadavere della quindicenne nel pozzo-cisterna in contrada 'Mosca'.
Sabrina nel corso dell'interrogatorio del 15 ottobre ha ribadito che in quel momento si trovava con Mariangela ma il cellulare dell'amica, sempre in quegli attimi, secondo gli investigatori, è stato agganciato da un ripetitore telefonico diverso da quello che aggancia il cellulare di Sabrina.

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