giovedì 5 luglio 2012
Verona, "La paghetta non basta" e 4 amici svuotano un deposito
I Carabinieri della Compagnia di Verona hanno denunciato quattro ragazzi di Grezzana (con le accuse di furto aggravato e ricettazione), tutti in un'età compresa tra i 16 e i 18 anni, per aver rubato del materiale destinato alla pesca di beneficenza: un televisore da 32 pollici, una macchina fotografica digitale, un lettore dvx, una macchina automatica per il caffè, un piccolo aspirapolvere, un cellulare e giocattoli della scuola d'infanzia parrocchiale.
Si tratta di tre minorenni (due italiani e un albanese) e di un 18enne romeno. Il più giovane dovrà rispondere dell'accusa di ricettazione, mentre gli altri sono accusati di furto aggravato. Tutti e quattro studenti nelle scuole della provincia, figli di famiglie "assolutamente normali", a detta dei carabinieri.
Ai militari che li hanno scoperti, hanno raccontato di aver rubato per rimediare qualche spicciolo in più per le loro spese. Sì, perché, a quanto pare, la paghetta settimanale puntualmente elargita dai genitori proprio non bastava ai quattro amici. E così, nella notte dello scorso 25 giugno, hanno pensato di entrare in un capannone del Comune di Grezzana, a disposizione delle varie associazioni del paese e di fare - totalmente indisturbati - incetta di ciò che vi era all'interno. Per qualche giorno, in paese, si è temuto che potesse trattarsi del colpo di una banda di specialisti, fino a quando il responsabile dell'asilo, durante un normale controllo nel magazzino, non si è accorto del furto. Nel giro di pochi giorni i carabinieri sono riusciti a risalire all'identità dei quattro ragazzi e a recuperare la refurtiva.
"Il sistema della paghetta è ancora molto diffuso nelle famiglie veronesi, ma molto spesso i genitori non si rendono minimamente conto di quanti soldi spendono i loro figli, ma soprattutto di come li spendono", ha dichiarato Giuliana Guadagnini, psicologa del Punto d'ascolto provinciale per il disagio scolastico e il bullismo, in un'intervista al Corriere del Veneto. "I genitori a volte non hanno una corretta percezione dei bisogni economici dei propri figli. Credono che 10 euro bastino per una serata in discoteca, ma con quei soldi al giorno d'oggi non ci si paga nemmeno la benzina. E' ovvio che, anche a fronte della crisi economica, i genitori non possano dilapidare il proprio stipendio per assecondare tutti gli sfizi dei figli, ma è opportuno che almeno sappiano dove vanno a finire le famose (e tanto richieste) paghette". E il passo verso l'illegalità, spesso, si rivela più agevole di quanto immaginato: "Molto spesso sono ragazzi fragili e insicuri che non hanno minimamente presente le conseguenze, anche penali, delle loro azioni. E, convinti di fare una semplice 'bravata' si ritrovano con le fedine penali sporche ancor prima di compiere 18 anni".
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