giovedì 5 luglio 2012

Maestro cambia sesso, da Fabio diventerà Greta

"Cari studenti, tra un po' non sarò più Fabio ma Greta". A Coteto, periferia di Livorno, gli alunni della terza classe della scuola materna tra poco avranno una maestra al posto di un maestro. Fabio Franchini, 46 anni e laurea all'Isef, ha fatto la sua scelta: cambierà sesso e si chiamerà Greta. A settembre, finalmente, si metterà alle spalle i tormenti di una vita che non è mai stata quello che voleva. I bambini stravedono per quel maestro così gentile e premuroso. Fabio, per tre volte campione di pattinaggio, ha già cominciato a prendere gli ormoni e si farà operare a Pisa. Tra poco farà un intervento per impiantare protesi al seno. La decisione Fabio l'aveva maturata già dodici anni fa, ma poi la contrarietà dei suoi genitori l'aveva frenato. Gli amici dicono di lui che è una persona coraggiosa. Con tanto coraggio da parlare della sua decisione innanzitutto con le madri dei suoi alunni. Temeva molto i commenti negativi ma in realtà l'hanno tutte aiutato. Fabio racconta che "sono state splendide". Da bambino Fabio collezionava bambole. Ne aveva 44, le amava e le curava come oggi fa con i bambini. Un giorno suo padre, orgoglioso dei premi vinti per il pattinaggio, le gettò tutte in un cassonetto. E ricorda: "C'era anche una Cenerentola che così bella non l'ho mai più vista". Fabio non ha mai nascosto la sua femminilità ma non si è mai vestito da donna prima di prendere questa decisione. Quando ha deciso di diventare donna lo ha confessato alle mamme e alle colleghe, parlando di un grande cambiamento nella sua vita: "Ti sposi?, mi hanno chiesto. No, divento come Luxuria, ho risposto. E loro mi hanno abbracciato". Luxuria che sul caso è intervenuta dicendo: "So cosa si prova, è accaduto anche a me". Qualcuna delle mamme l'ha anche detto ai propri figli. E una bimba di 5 anni ha raccontato ai compagni: "Il maestro diventa una maestra perché ha il cuore sensibile di una donna". Che cosa ne pensano le istituzioni? Il provveditore di Livorno si augura che "i bambini", che sono "molto piccoli", "possano capire".

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