venerdì 6 luglio 2012

Maria tramortita e bruciata. "Non voleva vivere con l'amante del marito in casa"

E' stato interrogato per molte ore Salvatore Savelli, 39 anni, prima di essere fermato con l'accusa di avere assassinato la moglie, Maria Nastasi, 39enne incinta al nono mese, spaccandole la testa e dandole fuoco. Il provvedimento di fermo, disposto dal procuratore Marcello Viola, dovrà essere convalidato nelle prossime ore dal gip di Trapani. Molte le contraddizioni fornite dall'uomo nel suo racconto. E allo stesso tempo, dalle indagini sono emersi dettagli inquietanti sulla vita della coppia, che aveva già tre figli. Per esempio Salvatore Savelli avrebbe imposto alla moglie incinta e alla loro famiglia la presenza in casa della sua amante, come racconta il quotidiano La Stampa. Savelli ha detto di non aver più trovato la moglie in auto dopo essersi allontanato per orinare nelle campagne vicino a Erice, intorno a Trapani. All'inizio ha detto che in macchina c'erano anche i tre figli della coppia, che però hanno smentito questa versione. Allora ha raccontato che in campagna avevano appuntamento con l'amante della moglie per interrompere la relazione extraconiugale che Maria Nastasi aveva da tempo e di cui era geloso. Ma anche in questo caso secondo gli inquirenti non ha detto la verità: era lui ad avere un'amante, che da mesi era andata a vivere nelle loro casa. A confermare l'esistenza del rapporto extraconiugale del presunto assassino è stata la stessa donna, sentita dai carabinieri. Dopo l'ennesima lite con la moglie, Savelli l'avrebbe colpita con un bastone alla testa, l'avrebbe tramortita e poi avrebbe dato fuoco al corpo. Il cadavere è stato ritrovato ad una ventina di chilometri di distanza dal luogo indicato dal fermato come quello dell'ultimo incontro. L'uomo non accettava la sua quarta gravidanza.

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