lunedì 9 luglio 2012

Crollo dei mutui: dimezzati nel 2012. Le famiglie non chiedono più soldi

Segnale negativo per il mondo dei mutui in Italia: secondo gli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sul credito al dettaglio Assofin, Crif e Promteia le difficoltà dal lato della raccolta legate, in particolare, all'acuirsi delle tensioni sul debito sovrano hanno influito negativamente sull'offerta di credito nella seconda parte del 2011 e nei primi tre mesi dell'anno, tanto che nonostante una rischiosità pressoché stabile, peraltro su livelli sensibilmente più elevati rispetto al periodo pre-crisi, si è registrata una marcata contrazione dei flussi di nuovi finanziamenti sia nel comparto del credito al consumo sia nel comparto dei mutui. In particolare le erogazioni di credito al consumo appaiono in calo del 2,2% in tutto il 2011, mentre segnano un più ampio calo dell'11% nei primi tre mesi dell'anno in corso; anche peggio il dato relativo alle erogazioni di mutui immobiliari per acquisto di abitazioni, che nel primo trimestre del 2012 registrano un crollo del 47% su base annua. Il tutto nonostante un tasso di default del mercato del credito alle famiglie (indicatore che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate negli ultimi dodici mesi di rilevazione) fosse pari al 2,1% a fine marzo 2012. Nei primi tre mesi dell'anno, in compenso, il grado di restrizione delle politiche di offerta sembra essersi attenuato (ossia le banche rispetto a pochi mesi fa sembrano nuovamente aprire, sia pure con prudenza, i cordoni della borsa), riflettendo, fa notare l'Osservatorio, il miglioramento delle condizioni di funding legato alle operazioni di rifinanziamento a lungo termine e alle altre misure messe in campo dalla Bce, a fronte delle quali, peraltro, si sarebbe tuttavia accentuato il calo della domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, notato già nel corso del 2011. Insomma: a fronte di uno scenario macroeconomico che permane incerto sono le famiglie italiane più che le banche a mostare una maggiore prudenza che si traduce in una minora domanda di nuovi finanziamenti, con conseguente marcata contrazione dei flussi di erogazioni sia nel comparto del credito al consumo sia nel comparto dei mutui. A fare maggiormente le spese di questa ritrovata prudenza dal lato della domanda sono soprattutto gli "altri mutui" (ossia quelli accesi per ristrutturazione, per liquidità, per consolidamento del debito, per surroga e per sostituzione), che dopo un -24,9% segnato nell'intero 2011, nei primi tre mesi dell'anno registrano un autentico crollo delle erogazioni: -80% rispetto allo stesso periodo del 2011.

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