
Cinque militari italiani sono rimasti feriti, uno in modo gravissimo, nell'attacco di un commando talebano contro il Team per la Ricostruzione Provinciale (Prt) di Herat, nell'Afghanistan occidentale. Il bilancio e' stato fornito dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Nell'attacco sono morti quattro poliziotti afghani e alcuni talebani e ci sono stati numerosi feriti fra i civili tra cui un funzionario del Ministero degli Esteri italiano che e' sotto shock ma non ha riportato traumi. Tra i feriti ci sono tre afghani e uno sloveno che lavoravano nel Prt.
Il militare piu' grave e' un capitano del Reggimento d'Artiglieria di Maniago, Pordenone. Sulle sue condizioni c'e' un cauto ottimismo, ma resta comunque in prognosi riservata. "Grazie a Dio - ha aggiunto La Russa - non abbiamo avuto decessi; il bilancio poteva essere molto piu' grave". Silvo Berlusconi, ha espresso vicinanza ai soldati e alle loro famiglie: "Ancora una volta", ha affermato il premier, "esprimiamo la nostra riconoscenza e il nostro incoraggiamento ai militari italiani che con grande professionalita' e impegno svolgono la loro difficile missione di pace in Afghanistan e nelle altre aree di crisi". L'attacco, ha spiegato il ministro della Difesa, e' stato "molto complesso" ed e' cominciato alle 9:15 ora italiana. Prima, ha aggiunto, "un mezzo pesante carico di esplosivo si e' schiantato contro il muro di cinta del Prt, poi c'e' stato il fuoco dei ribelli appostati sui tetti delle case vicine al Prt e che ha prodotto danni seri, anche se potevano essere maggiori".
A Herat era in corso la conferenza nazionale di tutti i Consigli provinciali, e gia' sabato nel nord in un'altra zona 'tranquilla' come puo' essere considerata Herat, c'era stato un altro attentato ai militari tedeschi, in cui e' rimasto ferito" il comandante della Nato nel nord dell'Afghanistan. Mettendo insieme questo quadro, ha continuato il ministro, "e' evidente che vi sia uno sforzo da parte del terrorismo afghano teso a ritardare l'azione di transizione con attacchi nei luoghi che appaiono piu' vicini a una normalizzazione. Ed e' una cosa che avevamo messo in conto: e' facile prevedere che non vi sara' mai una condizione di sicurezza che possa impedire attacchi di tipo terroristico". Intanto le forze della coalizione internazionale hanno chiesto scusa per le vittime civili causate dagli errori nei raid aerei degli ultimi giorni. Il presidente Hamid Karzai aveva lanciato un "ultimatum" a Washington perche' metta termine ai cosiddetti danni collaterali, l'ultimo dei quali ha visto dieci bambini e due donne uccisi in un'operazione nella provincia di Helmand.
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