
14 I MORTI IN GERMANIA - L'epidemia del batterio-killer Ehec, che ha già ucciso 14 persone e fatto ammalare più di 300 persone, in Germania, è dilagata oltre-frontiera, in altri Paesi del nord-Europa; e le previsioni non sono rosee. "Speriamo che il numero dei casi diminuisca, ma temiamo che si aggravi", ha detto Oliver Grieve, portavoce dell'Universal Medical Centre Schleswig-Holstein, in Germania del Nord, dove vengono curati molti dei contagiati. Le ultime vittime sono due donne (del resto, il batterio sembra colpire soprattutto le donne): una donna di 87 anni, dell'area di Parchim (Germania nord-orientale) ricoverata mercoledi' e deceduta sabato; un'altra tra i 40 e i 50 anni, dello Stato della Renania-NorthWestfalia.
E centinaia di altre persone sono ricoverate in ospedale, per la sindrome emolitico-uremica, provocata dal germe patogeno e che causa insufficienza renale, anemia emolitica microangiopatica, trombocitopenia, difetti di coagulazione e sintomici neurologici variabili. L'origine del virulento ceppo del batterio è un enigma, hanno confermato le autorita' tedesche prima di un gabinetto d'emergenza, a Berlino. L'agente patogeno è stato individuato su cetrioli importati dalla Germania, ma non è chiaro se si siano contaminati lì, durante il trasporto o in Germania. Intanto l'epidemia si allarga; ci sono 36 casi di sospetta Escherichia Coli in Svezia (tutti casi collegati a viaggi nel nord della Germania), un certo numero di casi è stato segnalato anche in Gran Bretagna, Danimarca, Francia e Paesi Bassi (anch'essi tutti collegati a viaggi in Germania). E mentre le autorità sanitarie tedesche fanno appello a non consumare verdure non cucinate e gli agricoltori tedeschi sono stati obbligati a distruggere verdure per un valore di due milioni di euro (soprattutto cetrioli, pomodori e lattughe), un segnale di speranza arriva dall'Istituto di Medicina di Hannover, secondo cui la terapia funziona con l'"Eculizumab", un farmaco a base di anticorpi. Ma la Spagna chiede i danni.
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