sabato 9 giugno 2012

Effetto sisma, dall'Emilia la "sindrome terremoto".

Tavoli che tremano, vetri che vibrano, tuoni di un normale temporale che sembrano boati della terra. E il pensiero costante che da un momento all'altro possa arrivare un'altra forte scossa. Una paura che colpisce non solo le popolazioni terremotate dell'Emilia, ma anche tanti cittadini di altre regioni d'Italia che hanno sperimentato la paura del terremoto, anche se in modo meno diretto e sconvolgente. Da Genova a Milano, dal Veneto al Sud Italia, dove si teme un sisma imminente., "Effettivamente c'è un problema terremoto", spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it lo psichiatra Alessandro Meluzzi. Professore, c'è un rischio psicosi? Dopo il terremoto, lo 'psico-terremoto'? "Psicosi non è il termine corretto, perchè implica la paura di un evento che non ha relazione con la realtà, come può essere la fine del mondo prevista dai Maya per il 21 dicembre 2012, l'arrivo di ufo dal cielo piuttosto che un attacco di extraterrestri. Sono eventi che appartengono alla fantasia. Parlerei piuttosto di 'sindrome terremoto', aggravata anche da questo allarme prolungato, rispetto al quale dalla sismologia accademica non vengono elementi di certezza, anzi. Ci troviamo di fronte a una situazione anomala per caratteristiche, durata, località. E' una paira profondamente legata alla realtà e con elevate potenzialità di rischio concreto". Come si manifesta? "Nei cittadini terremotati si parla di vera e propria "sindrome post-traumatica da stress". Quando si vive un evento stressante legato ad un evento realte, nascono ansia, angoscia, insonnia, depresisone, malessere, impossibilità di svolgere funzioni sociali ordinarie. A tratti si sfiora la psicosi, in questi casi. E' come quando si sta a lungo su una barca: dopo aver vissuto per tanto tempo la sensazione di ondeggiamento, quando si torna a terra si continua a percepirla". Anche molte persone che non vivono in Emilia stanno vivendo la paura del terremoto. "Sì, anche in questo caso si può parlare di sindrome, legata a una delle fobie tra le più diffuse e fondate. Il terremoto dà una sensazione di tale sconvolgimento... Sentire la terra che vibra sotto i piedi è una sensazione cosmica, che contraddice radicalmente la nostra percezione comune, come vedere un drago che vola. Un'esperienza spaventosa e perturbante, perché dà la sensazione dell'Apocalisse". In che modo si può affrontare questa paura? "Servono calma e razionalità e bisogna cercare di calcolare il rischio. Impariamo a are come i cileni o i giapponesi, che riescono a fare "stress management" e convivono con la paura e il rischio. Si fa calcolando la probabilità di essere coinvolti in un evento catastrofico, consapevoli che il rischio è reale e l'evento potrebbe accadere davvero". Chi ne soffre di più? "Chi abita nei piani alti, innanzitutto, perchè si ha una percezione più forte del movimento della terra e allo stesso tempo la sensazione di potersi mettere in salvo è più bassa. Poi le persone che fanno una vita non attiva, perché chi è attivo viene 'distratto' da altre attività. I bambini e gli anziani sono naturalmente più vulnerabili e anche le persone più esposte a sindrome di ansia, che hanno una bassa autostima o un tono basso dell'umore. Chi ha un atteggiamento più avventurososo e irresponsabile verso la vita, è psicologicamente più resistente. Infine, un ultimo fattore di protezione fondamentale: la fede. Un atteggiamento provvidenziale, capace di vedere nel dolore e nella la paura la dimensione del Mistero e non solo quella dell'incomprensibile, aiuta. Come in tante altre situazioni che generano terrore, la malattia per esempio, pregare serve".

Nessun commento:

Posta un commento