venerdì 2 dicembre 2011

Cineoperatore ucciso dagli sposi



Il Gup di Palermo Giovanni Francolini ha rinviato a giudizio per omicidio colposo e incauta detenzione di arma da fuoco la coppia di Altofonte accusata di aver ucciso il cineoperatore di Ciminna, Calogero Scimeca, con un colpo di carabina partito accidentalmente mentre questi riprendeva il matrimonio del figlio dei due.
Mario Licodia, ferroviere con la passione per la caccia, e la moglie, Rita Di Carlo, saranno cosi' processati con il rito ordinario, dopo che il pm Francesco Grassi aveva respinto la loro richiesta di patteggiare una pena di 5 mesi, ritenuta troppo bassa dal magistrato.
La storia - che per la sua singolarita' e' stata ripresa anche da alcuni quotidiani esteri - risale a luglio dell'anno scorso. Poche ore prima del matrimonio di Ignazio Licodia, 27 anni, il cineoperatore (che peraltro stava sostituendo un collega malato) era andato in casa dello sposo per fare alcune riprese. Ad un certo punto, per girare qualche scena un po' piu' insolita, sarebbe saltata fuori l'idea di riprendere la famiglia mentre imbracciava alcuni fucili legalmente detenuti.
Mentre Scimeca filmava, i due imputati avrebbero puntato le armi dritte nell'obiettivo, facendo finta di sparare. Fino a che, da una carabina calibro 22, non era partito - davvero - un colpo. Fatale per il cineoperatore. Prova regina della Procura e' naturalmente lo stesso filmato girato quel giorno da Scimeca che, fotogramma dopo fotogramma, testimonia la sua morte in diretta.

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