lunedì 26 marzo 2012

Guardia giurata scrive a Napolitano, poi si uccide



Passo troppe ore da sola, senza parlare con nessuno". Aveva scritto così, Miriam Sermoneta, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Miriam era una guardia giurata e aveva più volte denunciato la solitudine del suo lavoro. Miriam si sentiva molto triste. La scorsa notte, dalla sua abitazione di Guidonia (Roma) ha scritto a Napolitano su Facebook. Poi ha preso la sua pistola d'ordinanza, e si è sparata un colpo al cuore.
I sindacati avanzano l'ipotesi che il suicidio possa avere anche dei motivi inerenti al timore di ritrovarsi senza occupazione. Vincenzo del Vicario, il segretario del Savip (sindacato autonomo vigilanza privata), ha dichiarato. "Siamo colpiti per questa tragedia, la donna lavorava per la società Axitea che, a seguito di una politica sfrenata sta mettendo il personale in cassa integrazione e presto ci saranno licenziamenti. La paura per la perdita del lavoro potrebbe aver influito".
Miriam era molto attiva sui social network, soprattutto in un gruppo intitolato "Non toccate l'articolo 18". Miriam criticava molto volte l'organizzazione del lavoro, i turni sempre più faticosi, le difficoltà del mestiere. Un malessere crescente, che aveva esternato anche scrivendo a Napolitano: "Se questa mia lettera arriverà mai al Presidente Napolitano e se arriverà mi scuso per la mia pessima grammatica, ma sono una guardia giurata con la terza media inferiore, ma che con dignità svolge il suo lavoro... Posso darle del tu? Sa così almeno mi viene più semplice poterle anche scrivere". Questo l'inizio della sua lettera.
I suoi amici si rammaricano: "Non siamo riusciti a leggere tra le righe Mimmy, perdonaci: stavi parlando in terza persona di te. Ci stavi prennunciando il tuo suicidio. E chi come me ti era molto amica non l'ha capito. Perdonami". Secondo quanto si è appreso dal sindacato, la donna, una 40enne, stava chattando con un collega al quale avrebbe fatto intuire che voleva farla finita. L'uomo ha dato l'allarme ma quando i vigili del fuoco hanno sfondato la porta dell'abitazione per la donna non c'era piú nulla da fare.

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