
C'è un nuovo teste nella vicenda dell'omicidio di Melania Rea, che vede come unico indagato il marito Salvatore Parolisi. La nuova testimone, secondo le informazioni in mano al settimanale "Oggi", mercoledì in edicola, avrebbe dichiarato di essere arrivata al parco di Colle San Marco alle 14 e di esserci rimasta senza interruzioni fino alle 15,30 aggiungendo poi di non aver visto ne' Salvatore, ne' Melania, ne' la loro figlia, in quel lasso di tempo. Un racconto che smentisce dunque Parolisi che agli investigatori ha sempre dichiarato di aver perso di vista la moglie mentre si trovavano in quel parco, dopo che lei si era allontanata per cercare un bagno.
Il racconto della donna è riscontrato da alcuni testimoni, dai tabulati telefonici e dalle telecamere di sicurezza del chiosco che la filmano dopo le 15,30 quando si allontana dal parco giochi. Si chiarisce così anche il mistero della fantomatica figura femminile che qualcuno dichiarava di aver visto all'interno del parco giochi e che era rimasta avvolta in un alone di incertezza. In un primo momento si è pensato che potesse essere Melania Rea. Poi si è immaginato che potesse essere una controfigura della vittima, entrata in scena per coprire l’assassino. Infine si è ipotizzato che il parco giochi fosse deserto e quella donna fosse il miraggio di chi, in buona fede, voleva aiutare le indagini. Un equivoco che i magistrati non hanno mai voluto chiarire per tutelare una testimone importantissima e non dover scoprire un elemento fondamentale delle indagini.
LE STRADE ERANO CHIUSE PER FRANA - Nello stesso servizio Oggi rivela altri dettagli dell'inchiesta che finora non erano emersi. Indagando nei comuni vicini alla scena del delitto e alla provincia di Teramo è stato possibile accertare che il 18 aprile il bosco delle Casermette era più isolato del solito e non poteva essere raggiunto in auto. In quel periodo, infatti, la strada tra Ascoli e Teramo, che unisce il bosco delle Casermette e colle San Marco, era franata in più punti. In direzione Teramo, nei pressi di Civitella la provinciale era completamente interrotta da una montagna di detriti e dal capoluogo erano arrivati mezzi movimento terra per ripristinare la circolazione. Per evitare alle auto di andare in quella direzione, il bivio che si affaccia sulla provinciale Ascoli-Teramo a 800 metri dal bosco delle Casermette era stato transennato con barriere mobili. All'assassino sarebbe stato sufficiente spostarle, scendere per meno di un chilometro senza rischio di incrociare altre auto e infilarsi nella stradina che porta bosco dove il 20 aprile scorso è stato ritrovato il corpo di Melania.
direi che la persona che rinchiuso in carcere castrogno salvatore parolisi è per davvero è innocente
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