mercoledì 27 aprile 2011

Melania, nessun dubbio, delitto passionale




Due persone, a Folignano, non toglievano gli occhi di dosso da Melania, la mamma di 29 anni barbaramente uccisa in provincia di Ascoli Piceno. Uomini per i quali la bella mamma era diventata un chiodo fisso. Gli inquirenti ormai non hanno dubbi: si tratta di un delitto passionale e l'assassino è da cercare tra le 2mila persone che abitano il piccolo paese che si trova tra i boschi dell'ascolano. Lì si conoscono tutti, e Melania, alta e slanciata, non passava inosservata. Lei e il marito erano arrivati tre anni fa. E da tempo, per almeno due persone, la ragazza era diventata una preda.
Alla festa di Carnevale, uno dei corteggiatori, si sarebbe spinto oltre, allungando anche una carezza molto sospetta verso la donna. Il procuratore capo di Ascoli, Michele Renzo ha confermato che per ora il delitto resta senza indagati, ma che ci sono pochi dubbi che si tratti di un delitto passionale. Due nomi sotto osservazione. Due uomini che abitano in paese e che il giorno della scomparsa della donna a Colle San Marco hanno partecipati alle ricerche attivamente: fin troppo, tanto da attirare l'attenzione degli investigatori.
IL MARITO: SESSO IN QUEL BOSCO - Intanto un altro dettaglio risulta molto importante. Il marito ha ammesso ai carabinieri di essere già stato in quel bosco con la moglie, circa 10 giorni prima del delitto, ad amoreggiare con Melania. "E' vero - ha detto Salvatore ad un amico agente della polizia penitanziaria -.io e Melania eravamo andati a Ripe di Civitella (dove è stato trovato mercoledì scorso il cadavere, ndr), una decina di giorni fa. Con noi c'era anche la bambina che dormiva. L'abbiamo lasciata sull'auto e ci siamo appartati per amoreggiare". Resta dunque sotto i riflettori la posizione del marito, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi. Oltre agli abiti che indossava quel giorno è stata controllata la sua auto. La sua ultima dichiarazione infatti appare molto importante agli investigatori, perché potrebbe spiegare la scoperta di eventuali tracce biologiche del marito della vittima accanto al chiosco della pineta.
La ragazza, ormai non c'è dubbio, ha lottato a lungo prima di morire dissanguata. I segni delle coltellate trovati sulla parete dello chalet non sarebbero andati a vuoto. Sono più di una ventina e sono stati volutamente sferrati dall'aggressore per "costringere Melania a fare qualcosa che non voleva".

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