
Un'esplosione di "ferocia inaudita" che mette in evidenza "la spietatezza e la lucidità successiva" nonchè "l'altissima pericolosità del soggetto". E' quanto scrive il gip di Grosseto nell'ordinanza con cui convalida l'arresto di Matteo Gorelli, per l'aggressione dei due militari nel Grossetano. Davanti al gip Gorelli si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha chiesto informazioni sulle condizioni di salute dei militari feriti. Gorelli è accusato di concorso in duplice tentato omicidio, concorso in rapina, resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza. La procura dei minori di Firenze ha intanto chiesto la convalida degli arresti anche per i tre diciassettenni, che adesso sono al Centro di prima accoglienza di Firenze. Per loro non è stata ancora fissata l'udienza, che potrebbe svolgersi oggi.
ANCORA IN FIN DI VITA IL CARABINIERE - Intanto rimangono "stazionarie" le condizioni dei due carabinieri aggrediti. E' quanto scritto nel bollettino medico. Antonio Santarelli, che è in coma farmacologico dopo essere stato operato per la riduzione di un ematoma alla testa, "è ancora in pericolo di vita", ha spiegato Flori Degrassi, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese. Santarelli, spiega il bollettino, "è ricoverato in rianimazione, è stabile, ma è sempre in prognosi riservata dopo l'intervento neurochirurgico". Degrassi ha aggiunto che "la situazione è complessivamente molto grave. Santarelli è stato sottoposto a intervento di svuotamento dell'ematoma. Ha numerose fratture che vanno dalla regione parietale alla fossa cranica, quindi una situazione molto complessa. Buon segno se non peggiora? Non è in peggioramento quindi va bene, però permane la gravità".
L'altro carabiniere, Domenico Marino, secondo quanto riferisce il bollettino, è "ricoverato in terapia intensiva postoperatoria ma solo per osservazione. Non è in pericolo di vita, è vigile e collaborante. Ha però un importante lesione a livello periorbitale". Alla domanda se rischia di perdere l'occhio, Degrassi ha risposto: "Si vedrà col tempo cosa succede di quel bulbo che è stato suturato dall'oculista. Ancora non possiamo dirlo".
IL PIANTO DI UNO DEI MINORENNI - Ha incontrato la madre nel centro di prima accoglienza dove è recluso uno dei minorenni arrestati. Il ragazzo è apparso "sconvolto e piangeva", racconta chi ha potuto assistere alla scena. Non sono stati concessi incontri con i giovani, invece, agli avvocati difensori, cui non è stata ancora notificata la convocazione per l'udienza di convalida dell'arresto. In attesa dell' udienza di convalida, i tre minorenni, fra loro una sedicenne, sono nel centro di prima accoglienza di Firenze. Si tratta non tanto di una struttura carceraria quanto di una 'residenza'. I minori sono assistiti da psicologi e assistenti sociali, oltre che da agenti in borghese. Nel caso in cui vengano convalidati gli arresti, sarà il giudice a individuare le strutture più idonee per accogliere i minori.
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