venerdì 29 aprile 2011

Melania uccisa per non farla parlare



E' uno scenario complesso quello in cui è avvenuto l'omicidio di Carmela Melania Rea, la giovane mamma di 29 anni trovata uccisa in una pineta nel Teramano. Così lo descrive il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno col. Alessandro Patrizio, che fin dall'inizio aveva avvertito: "non sono indagini facili". "Io - dice il col. Patrizio - gioco su più tavoli. Non ci fermiamo alle apparenze, anche se pure le apparenze hanno importanza".
Ma il tavolo "preferito" dagli investigatori riguardano due scontrini considerati più che un indizio. Per gli investigatori potrebbero essere la prova che l'assassino (e i suoi complici) sono tornati sul luogo del delitto. Sono due scontrini fiscali emessi da un negozio di generi alimentari: il primo porta la data del 18 aprile, giorno in cui Melania Rea è scomparsa, il secondo invece è datato 19 aprile ed è quindi possibile ipotizzare che sia caduto dalla tasca di qualcuno che è stato nella pineta di Ripe di Civitella dopo che l'omicidio della giovane donna di Folignano era già stato consumato. "Per orchestrare una messinscena con siringa e laccio emostatico?" si chiedono al comando provinciale dei carabinieri di Ascoli.
L'inchiesta sulla morte di Melania Rea sembra aver imboccato dunque una direzione precisa. Gli interrogatori di parenti e conoscenti della vittima e la ricostruzione minuziosa della sua vita matrimoniale hanno permesso al pool di pm ascolani di delineare una nuova ipotesi sul movente del delitto sulla Montagna dei Fiori. Melania Rea sarebbe stata uccisa per essere improvvisamente venuta a conoscenza (grazie ad un'amica) di qualcosa che poteva sollevare, nel piccolo mondo ascolano, un enorme scandalo. Lunedì 18 aprile, saputo delle sue intenzioni di svelare (almeno ai familiari) il segreto tanto gelosamente custodito, sarebbe stata avvicinata nel parco di Colle San Marco da qualcuno che conosceva bene e di cui si fidava. Un qualcuno a cui era stato affidato il compito di convincerla a tenere la bocca chiusa e a non rovinare alcune famiglie. La sua uccisione quindi non sarebbe stata programmata ma originata dalla sua intransigenza.

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