
Sotto sotto i tifosi nerazzurri ci speravano davvero, ora invece saranno costretti a continuare ad interrogarsi su un futuro, immediato e prossimo, che non assomiglierà al recente, trionfale, passato: Josè Mourinho, almeno per ora, non tornerà all'Inter, e il problema è che ci si deve credere, perché lo assicura lo stesso "Special One" venerdì sera alla vigilia della sfida di campionato col Valencia al Mestalla, dove solo 48 ore prima il suo Real ha alzato al cielo la Coppa del Re, interrompendo un digiuno quasi ventennale, a spese del Barcellona.
"Non è vero che tornerò all'Inter il prossimo anno. Mi sento tranquillo a lavorare qui a Madrid e la mia felicità aumenta in proporzione al fatto che sento come la gente mi stia seguendo. Andiamo nella stessa direzione" taglia corto il portoghese.
"Sento dire che abbiamo interrotto l'egemonia del Barcellona, in realtà abbiamo battuto una squadra che ha vinto molto e vincerà ancora, e che però non è campione d'Europa, ma solo di Spagna. Comunque non credo che ora sia diventata scarsa solo perchè ha perduto una finale. Bisogna restare tranquilli, io non vado al tappeto e non mi faccio esaltare. Abbiamo vinto una coppa di grandissimo valore per la qualitá dell'avversario, ma la gioia per questo successo è finita" fa poi il pompiere, tornando a guardare in casa propria, il tecnico di Setubal.
"Io voglio lavorare con tranquillitá, il che sembra non piacere alla stampa di Madrid. Drogba? L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è parlare di cose a cui neppure abbiamo pensato. Tutti sapete dei miei rapporti con Abramovich, e se il giocatore fosse in vendita sarei il primo a saperlo" blinda anche a ogni discorso di mercato in entrata le porte della casa blanca Mou.
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