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venerdì 27 maggio 2011

Nuoivo testimone: Ho visto Melania salire in macchina con tre persone




Melania Rea era sul Colle San Marco con il marito e la figlioletta nel pomeriggio del 18 aprile. Poi ha litigato con il coniuge e si è allontanata. Poco dopo, sul vialetto del Pianoro del Colle è salita su un auto che aveva a bordo forse tre persone, tra cui un uomo e due donne".
Lo dice un nuovo testimone nell'inchiesta sulla morte della 29enne di Somma Vesuviana (Napoli), trovata uccisa con trentadue coltellate a Ripe di Civitella, nel teramano, il 20 aprile scorso. La testimonianza che avvalorerebbe per la prima volta il racconto della scomparsa della donna fatto agli inquirenti dal marito, il Caporal Maggiore Salvatore Parolisi, deve essere ancora verificata in tutti i suoi aspetti da chi indaga sul caso.

giovedì 5 maggio 2011

Melania: si cercano due soldatesse



Un misterioso episodio, che sarebbe avvenuto nel tardo pomeriggio del 18 aprile a Villa Lempa (Teramo), sembra gettare nuova luce sul giallo della morte di Melania Rea, la donna scomparsa proprio quel giorno a Colle San Marco, alle porte di Ascoli Piceno, e ritrovata cadavere due giorni dopo a Ripe di Civitella, nel Teramano.
Villa Lempa è una frazione di Teramo, al confine con Ascoli, dove si trova la panetteria in cui è stato rilasciato lo scontrino ritrovato in un cestino dei rifiuti nel luogo del rinvenimento del cadavere. Alcune persone, quel 18 aprile, avrebbero notato due soldatesse, "una delle quali in particolare molto agitata", insieme a un altro militare. "Un comportamento molto strano - hanno riferito i testimoni - tanto che qualcuno voleva addirittura chiamare i carabinieri".
Ma questo episodio non sarebbe stata l'unica anomalia notata il 18 aprile, come è stato raccontato dagli stessi testimoni alla trasmissione Chi l'ha Visto?. Un allevatore di Colle San Giacomo ha riferito di aver visto quel giorno due auto passare a forte velocità tra le 16 e le 16.30. "Ero a cavallo - ha raccontato - ma non hanno decelerato vedendomi. Erano attaccate, meno di 15 metri l'una dall'altra, avevano vetri abbastanza scuri e una era di un colore rosso chiaro".
Il titolare dell'Hotel Panorama di Colle San Giacomo avrebbe invece notato, sempre nel primo pomeriggio del 18 aprile, un pullman di soldati di Chieti che è poi ripartito in direzione di Ripe di Civitella. Il testimone ha anche detto che la notte successiva, sempre a Colle San Giacomo, "c'è stato un enorme traffico di auto, insolito per una località a 1.200 metri d'altezza".
MELANIA NON E' MORTA NEL BOSCO - L'assassinio brutale della 29enne è avvenuto probabilmente non a Civitella del Tronto (Teramo), ma in un luogo imprecisato tra Folignano - luogo di residenza della vittima - e Colle S.Marco, nell'ascolano. E questo dopo il sequestro della donna, rapita da uno o più sconosciuti. Sono alcune indiscrezioni che trapelano oggi dalle indagini sul delitto della giovane madre di una bambina di 18 mesi, e moglie di un caporale istruttore dell'esercito, Salvatore Parolisi, in servizio alla caserma Clementi di Ascoli. Per tali motivi, quindi la competenza sull'omicidio di Melania starebbe per passare direttamente e completamente sotto la direzione della Procura di Ascoli Piceno, che fino ad ora aveva collaborato con quella di Teramo.
Di certo il marito della vittima, Salvatore Parolisi, sarà di nuovo sentito dai magistrati per chiarire alcuni aspetti del suo racconto della scomparsa della moglie, scomparsa che sarebbe avvenuta a Colle S.Marco nel pomeriggio del 18 aprile. Il cadavere di Carmela Rea, detta Melania, originaria di Somma Vesuviana (Napoli) fu trovato nel pomeriggio del 20 aprile, vicino al Chiosco della Pineta, nel bosco montano delle Casermette, in localita' Ripe di Civitella del Tronto ( 1200 metri di quota, e 10 chilometri da Colle S.Marco ), trafitto da 35 tra tagli e coltellate. A segnalare la sua presenza nella zona, una telefonata anonima fatta da un telefono pubblico della citta' di Teramo.
FERMO, SEQUESTRATA LA CASA DI UN EXTRACOMUNITARIO - Intanto è stata perquisita a Fermo l'abitazione di un cittadino extracomunitario. L'estensione degli atti d'indagine nella cittadina marchigiana sarebbe stato un atto dovuto, per dare modo agli inquirenti di non scartare alcuna possibile pista sull'omicidio Melania. I controlli però avrebbero perso, sempre secondo quanto si apprende, consistenza dopo la perquisizione. Nessuna indiscrezione sul presunto ruolo dell'uomo. Le indagini restano comunque in mano agli inquirenti ascolani.

mercoledì 4 maggio 2011

Melania: il marito non dice la verità?



L'assassinio brutale della 29enne Carmela 'Melania' Rea e' avvenuto probabilmente non a Civitella del Tronto (Teramo), ma in un luogo imprecisato tra Folignano - luogo di residenza della vittima - e Colle S.Marco, nell'ascolano. E questo dopo il sequestro della donna, rapita da uno o piu' sconosciuti. Sono alcune indiscrezioni che trapelano oggi dalle indagini sul delitto della giovane madre di una bambina di 18 mesi, e moglie di un caporale istruttore dell'esercito, Salvatore Parolisi, in servizio alla caserma Clementi di Ascoli. Per tali motivi, quindi la competenza sull'omicidio di Melania starebbe per passare direttamente e completamente sotto la direzione della Procura di Ascoli Piceno, che fino ad ora aveva collaborato con quella di Teramo. Di certo il marito della vittima, Salvatore Parolisi, sara' di nuovo sentito dai magistrati per chiarire alcuni aspetti del suo racconto della scomparsa della moglie, scomparsa che sarebbe avvenuta a Colle S.Marco nel pomeriggio del 18 aprile. Il cadavere di Carmela Rea, detta Melania, originaria di Somma Vesuviana (Napoli) fu trovato nel pomeriggio del 20 aprile, vicino al Chiosco della Pineta, nel bosco montano delle Casermette, in localita' Ripe di Civitella del Tronto ( 1200 metri di quota, e 10 chilometri da Colle S.Marco ), trafitto da 35 tra tagli e coltellate. A segnalare la sua presenza nella zona, una telefonata anonima fatta da un telefono pubblico della citta' di Teramo.
ASCOLTATO IL MARITO- Verrà di nuovo ascoltato dagli investigatori Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, la giovane mamma scomparsa da Colle San Marco, ad Ascoli, il 18 aprile scorso e trovata morta in una pineta del teramano due giorni dopo. Per chi indaga sul delitto, infatti, ci sono situazioni da definire con maggiore chiarezza, alcuni particolari che non tornano. Sentito prima di ripartire per la Campania, il caporalmaggiore dell'esercito non avrebbe detto tutto quello che sa e che potrebbe invece essere utile alle indagini per identificare chi e perchè ha ucciso la moglie. Particolari sugli spostamenti del 18 aprile di sua moglie e suoi, soprattutto i tempi, che evidentemente non tornano. Intanto si sono chiusi in un silenzio pressochè totale magistrati e carabinieri di Ascoli.
Circolano su questo giallo troppe voci, troppe congetture, troppe ipotesi, alcune delle quali ritenute dagli investigatori fantasiose se non addirittura completamente prive di fondamento. E allora il procuratore capo Michele Renzo ha ordinato l'assoluto silenzio a tutti coloro, e sono tanti, che stanno lavorando al brutale assassinio, ancora senza soluzione. Dalla fitta rete del riserbo trapela solo che, contrariamente a quanto si era appreso ieri, non è ancora stata sentita alcuna soldatessa. Si era parlato di una ragazza pugliese, di Lecce, impegnata attualmente a Roma, ma la circostanza viene smentita. Si potrebbe allora pensare che abbia perso consistenza la pista che porta al mondo militare, il mondo di Parolisi, che addestra le soldatesse al 235/o Rav Piceno di Ascoli.

giovedì 28 aprile 2011

Tracce di sangue nell'auto del marito



Svolta nel mistero della morte di Carmela Rea, detta Melania, la mamma di 29 anni scomparsa a Colle San Marco e ritrovata due giorni dopo straziata dalle coltellate. Trovate tracce di sangue sul sedile del passeggero dell'auto del marito. Analisi del Ris di Roma anche su cellulare, siringa e laccio emostatico. Dubbi sulle versioni di altri due sospettati, l'operaio e la guardia carceraria amici del militare. La confessione di Salvatore Parolisi: "Eravamo già stati nel bosco a fare l'amore". Intanto l'autopsia rivela: terra sotto le unghie. Melania è morta dopo una lunga agonia. E l'assassino ha lavato le macchie di sangue di cui si era macchiato".

mercoledì 27 aprile 2011

Melania, nessun dubbio, delitto passionale




Due persone, a Folignano, non toglievano gli occhi di dosso da Melania, la mamma di 29 anni barbaramente uccisa in provincia di Ascoli Piceno. Uomini per i quali la bella mamma era diventata un chiodo fisso. Gli inquirenti ormai non hanno dubbi: si tratta di un delitto passionale e l'assassino è da cercare tra le 2mila persone che abitano il piccolo paese che si trova tra i boschi dell'ascolano. Lì si conoscono tutti, e Melania, alta e slanciata, non passava inosservata. Lei e il marito erano arrivati tre anni fa. E da tempo, per almeno due persone, la ragazza era diventata una preda.
Alla festa di Carnevale, uno dei corteggiatori, si sarebbe spinto oltre, allungando anche una carezza molto sospetta verso la donna. Il procuratore capo di Ascoli, Michele Renzo ha confermato che per ora il delitto resta senza indagati, ma che ci sono pochi dubbi che si tratti di un delitto passionale. Due nomi sotto osservazione. Due uomini che abitano in paese e che il giorno della scomparsa della donna a Colle San Marco hanno partecipati alle ricerche attivamente: fin troppo, tanto da attirare l'attenzione degli investigatori.
IL MARITO: SESSO IN QUEL BOSCO - Intanto un altro dettaglio risulta molto importante. Il marito ha ammesso ai carabinieri di essere già stato in quel bosco con la moglie, circa 10 giorni prima del delitto, ad amoreggiare con Melania. "E' vero - ha detto Salvatore ad un amico agente della polizia penitanziaria -.io e Melania eravamo andati a Ripe di Civitella (dove è stato trovato mercoledì scorso il cadavere, ndr), una decina di giorni fa. Con noi c'era anche la bambina che dormiva. L'abbiamo lasciata sull'auto e ci siamo appartati per amoreggiare". Resta dunque sotto i riflettori la posizione del marito, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi. Oltre agli abiti che indossava quel giorno è stata controllata la sua auto. La sua ultima dichiarazione infatti appare molto importante agli investigatori, perché potrebbe spiegare la scoperta di eventuali tracce biologiche del marito della vittima accanto al chiosco della pineta.
La ragazza, ormai non c'è dubbio, ha lottato a lungo prima di morire dissanguata. I segni delle coltellate trovati sulla parete dello chalet non sarebbero andati a vuoto. Sono più di una ventina e sono stati volutamente sferrati dall'aggressore per "costringere Melania a fare qualcosa che non voleva".