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mercoledì 22 febbraio 2012

Parolisi chattava con i trans



Non c'era solo Ludovica. Parolisi chiacchierava in chat sul suo computer anche con transessuali e trascorreva delle ore a visionare materiale a contenuto pornografico. L'indiscrezione, data per prima dalla trasmissione tv Chi l'ha visto? condotta da Federica Sciarelli, svela un'altra parte della situazione che c'era tra Salvatore Parolisi e Melania Rea. Parolisi avrebbe anche tentato di cancellare questi video, ma i contenuti sono stati in parte recuperati dagli inquirenti nel corso delle indagini. Il documento dei carabinieri mostrato dalla trasmissione "Chi l'ha visto?" con l'indicazione dei siti trans visitati da Salvatore Parolisi dal suo computer portatile
Il militare, che comunicava tramite Facebook con il nickname di "Vecio alpino", non scriveva messaggi solo a Ludovica, l'amante soldatessa. Secondo gli esperti del Ros, Parolisi chattava anche con dei trans. Contatti e messaggi, ripescati dalla memoria del pc, inviati dalla sua abitazione ma anche dalla caserma “Clementi” di Ascoli, dove Parolisi addestrava le reclute donna. L’accertamento tecnico dei carabinieri sulla memoria computer, disposto dalla procura di Teramo, entra nei dieci faldoni di atti e perizie che raccontano come, secondo i pm, Parolisi abbia ucciso la 29enne di Somma Vesuviana colpendola con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella, nel teramano.
Il gip Giovanni Cirillo nell'ordinanza di arresto bis parlava di un "qualcosa di torbido, di inconfessabile, di non necessariamente penalmente rilevante”, ipotizzando nuovi moventi per il delitto. Questo elemento potrebbe essere quello che intendeva. Le nuove rivelazioni potranno servire ai pm teramani Davide Rosati e Greta Aloisi per definire ulteriormente l’impianto accusatorio che sostiene il movente passionale di un omicidio le cui trame avevano già evidenziato la realtà di un matrimonio ormai in frantumi, fatto di bugie e tradimenti.
E’ ipotizzabile, secondo i legali della famiglia Rea, che Melania, qualche settimana prima di essere uccisa, avesse scoperto le frequentazioni del marito, minacciando di riferirlo all’Esercito. Cosa che avrebbe provocato la perdita del posto di lavoro. Ma c'è un'altra cosa ancora più inquietanti: per i legali della famiglia Rea lo scorso 20 aprile, il giorno della scoperta del cadavere della moglie, Parolisi chattava con i trans mostrando disinteresse per la ricerca.

mercoledì 4 maggio 2011

Melania: il marito non dice la verità?



L'assassinio brutale della 29enne Carmela 'Melania' Rea e' avvenuto probabilmente non a Civitella del Tronto (Teramo), ma in un luogo imprecisato tra Folignano - luogo di residenza della vittima - e Colle S.Marco, nell'ascolano. E questo dopo il sequestro della donna, rapita da uno o piu' sconosciuti. Sono alcune indiscrezioni che trapelano oggi dalle indagini sul delitto della giovane madre di una bambina di 18 mesi, e moglie di un caporale istruttore dell'esercito, Salvatore Parolisi, in servizio alla caserma Clementi di Ascoli. Per tali motivi, quindi la competenza sull'omicidio di Melania starebbe per passare direttamente e completamente sotto la direzione della Procura di Ascoli Piceno, che fino ad ora aveva collaborato con quella di Teramo. Di certo il marito della vittima, Salvatore Parolisi, sara' di nuovo sentito dai magistrati per chiarire alcuni aspetti del suo racconto della scomparsa della moglie, scomparsa che sarebbe avvenuta a Colle S.Marco nel pomeriggio del 18 aprile. Il cadavere di Carmela Rea, detta Melania, originaria di Somma Vesuviana (Napoli) fu trovato nel pomeriggio del 20 aprile, vicino al Chiosco della Pineta, nel bosco montano delle Casermette, in localita' Ripe di Civitella del Tronto ( 1200 metri di quota, e 10 chilometri da Colle S.Marco ), trafitto da 35 tra tagli e coltellate. A segnalare la sua presenza nella zona, una telefonata anonima fatta da un telefono pubblico della citta' di Teramo.
ASCOLTATO IL MARITO- Verrà di nuovo ascoltato dagli investigatori Salvatore Parolisi, il marito di Melania Rea, la giovane mamma scomparsa da Colle San Marco, ad Ascoli, il 18 aprile scorso e trovata morta in una pineta del teramano due giorni dopo. Per chi indaga sul delitto, infatti, ci sono situazioni da definire con maggiore chiarezza, alcuni particolari che non tornano. Sentito prima di ripartire per la Campania, il caporalmaggiore dell'esercito non avrebbe detto tutto quello che sa e che potrebbe invece essere utile alle indagini per identificare chi e perchè ha ucciso la moglie. Particolari sugli spostamenti del 18 aprile di sua moglie e suoi, soprattutto i tempi, che evidentemente non tornano. Intanto si sono chiusi in un silenzio pressochè totale magistrati e carabinieri di Ascoli.
Circolano su questo giallo troppe voci, troppe congetture, troppe ipotesi, alcune delle quali ritenute dagli investigatori fantasiose se non addirittura completamente prive di fondamento. E allora il procuratore capo Michele Renzo ha ordinato l'assoluto silenzio a tutti coloro, e sono tanti, che stanno lavorando al brutale assassinio, ancora senza soluzione. Dalla fitta rete del riserbo trapela solo che, contrariamente a quanto si era appreso ieri, non è ancora stata sentita alcuna soldatessa. Si era parlato di una ragazza pugliese, di Lecce, impegnata attualmente a Roma, ma la circostanza viene smentita. Si potrebbe allora pensare che abbia perso consistenza la pista che porta al mondo militare, il mondo di Parolisi, che addestra le soldatesse al 235/o Rav Piceno di Ascoli.