
"Quel poco che ho visto in tv mi ha fatto capire che tanti non conoscono il significato della parola rispetto. Con quale faccia tosta persone che non lo incontravano da anni si sono messe a parlare di lui come se si fossero visti il giorno prima? Ma me l'aspettavo, sia chiaro". A una decina di giorni dalla morte di Taricone per un incidente col paracadute, Marina La Rosa, ancora sotto shock, si sfoga dalle pagine di Vanity Fair. La sua ex coinquilina del primo Grande Fratello (correva l'anno 2000), grande amica di Pietro, si arrabbia e punta il dito contro tutti quelli che hanno speculato sulla tragedia de'o guerriero.
Marina è rimasta molto colpita dalla reazione del pubblico, dal calore che le persone comuni hanno dimostrato a Pietro: "È stata incredibile la reazione della gente. Che mi ha sopreso, ma fino a un certo punto. Al di là dei luoghi comuni, 'o guerriero e via dicendo, tutti quelli che lo conoscevano rimanevano affascinati dal suo modo di essere. Aveva un entusiasmo travolgente, che riusciva in qualche modo a trasmettere a chiunque lo avvicinasse. Si buttava anima e corpo in ogni cosa, era curioso, affamato di tutto. Era sempre pronto a correre dietro a mille cose, Pietro. Era la persona più viva che io abbia mai conosciuto".Il rapporto di amicizia che la ex "gatta morta" messinese (33 anni, madre di Andrea dal 2009, nato dalla relazione con l'avvocato napoletano Guido Bellitti) aveva con Taricone era profondo, vero, anche se i due ex gieffini non riuscivano a vedersi molto. "Quest'intervista non avrei mai voluto farla" esordisce nella chiacchierata telefonica con il noto settimanale. Marina poi racconta: "Non ci frequentavamo tanto. Ma ci sentivamo regolarmente. Io e lui, con il passare del tempo, eravamo riusciti a instaurare un rapporto solido e sincero. Eravamo uniti da tante cose: l'instabilità, per esempio, che ha sempre caratterizzato le nostre personalità e le nostre scelte di vita. Ci confrontavamo spesso. Ma sempre tenendo fuori il lavoro". Marina poi parla del loro ultimo incontro, un mese fa. "Ed è stato il solito Pietro - spiega -. Se capiva che stavi giù, che vivevi qualche difficoltà, era sempre pronto ad aiutarti, a invogliarti a fare, a non tirarti indietro. Solo in video ultimamente non era più lui: ci eravamo ritrovati ospiti di un programma tv e Pietro mi era apparso molto chiuso e a disagio. Quei salotti gli davano fastidio. Mi aveva fatto impressione perché l'avevo sempre visto forte, aperto e solare. E soprattutto riservato: se aveva un problema, non lo dava mai a vedere. Metteva la corazza. Era un uomo con le palle - merce ormai sempre più rara - di quelli capaci di affrontare ogni situazione ". Un uomo coraggioso, soprattutto per "la famiglia che si è fatto, per la casa che si è costruito da solo con le sue mani in campagna, dove aveva scelto di vivere con la compagna Kasia e la figlia Sophia di 6 anni. Sono sicura che Kasia continuerà a vivere lì, perché lì ogni cosa parla di lui".Infine Marina conclude: "Non voglio sembrare fuori luogo, ma sapere che Pietro se n'è andato facendo una cosa che gli piaceva così tanto, mi fa sembrare meno brutto quello che gli è successo".
Marina è rimasta molto colpita dalla reazione del pubblico, dal calore che le persone comuni hanno dimostrato a Pietro: "È stata incredibile la reazione della gente. Che mi ha sopreso, ma fino a un certo punto. Al di là dei luoghi comuni, 'o guerriero e via dicendo, tutti quelli che lo conoscevano rimanevano affascinati dal suo modo di essere. Aveva un entusiasmo travolgente, che riusciva in qualche modo a trasmettere a chiunque lo avvicinasse. Si buttava anima e corpo in ogni cosa, era curioso, affamato di tutto. Era sempre pronto a correre dietro a mille cose, Pietro. Era la persona più viva che io abbia mai conosciuto".Il rapporto di amicizia che la ex "gatta morta" messinese (33 anni, madre di Andrea dal 2009, nato dalla relazione con l'avvocato napoletano Guido Bellitti) aveva con Taricone era profondo, vero, anche se i due ex gieffini non riuscivano a vedersi molto. "Quest'intervista non avrei mai voluto farla" esordisce nella chiacchierata telefonica con il noto settimanale. Marina poi racconta: "Non ci frequentavamo tanto. Ma ci sentivamo regolarmente. Io e lui, con il passare del tempo, eravamo riusciti a instaurare un rapporto solido e sincero. Eravamo uniti da tante cose: l'instabilità, per esempio, che ha sempre caratterizzato le nostre personalità e le nostre scelte di vita. Ci confrontavamo spesso. Ma sempre tenendo fuori il lavoro". Marina poi parla del loro ultimo incontro, un mese fa. "Ed è stato il solito Pietro - spiega -. Se capiva che stavi giù, che vivevi qualche difficoltà, era sempre pronto ad aiutarti, a invogliarti a fare, a non tirarti indietro. Solo in video ultimamente non era più lui: ci eravamo ritrovati ospiti di un programma tv e Pietro mi era apparso molto chiuso e a disagio. Quei salotti gli davano fastidio. Mi aveva fatto impressione perché l'avevo sempre visto forte, aperto e solare. E soprattutto riservato: se aveva un problema, non lo dava mai a vedere. Metteva la corazza. Era un uomo con le palle - merce ormai sempre più rara - di quelli capaci di affrontare ogni situazione ". Un uomo coraggioso, soprattutto per "la famiglia che si è fatto, per la casa che si è costruito da solo con le sue mani in campagna, dove aveva scelto di vivere con la compagna Kasia e la figlia Sophia di 6 anni. Sono sicura che Kasia continuerà a vivere lì, perché lì ogni cosa parla di lui".Infine Marina conclude: "Non voglio sembrare fuori luogo, ma sapere che Pietro se n'è andato facendo una cosa che gli piaceva così tanto, mi fa sembrare meno brutto quello che gli è successo".
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