venerdì 2 luglio 2010




CATANIA - Avrebbe confessato l'uomo di 54 anni, incensurato, arrestato per la sparatoria davanti l'ex monastero dei benedettini in cui è rimasta ferita una studentessa universitaria. L'uomo avrebbe ammesso le sue responsabilità ma avrebbe detto di avere agito per legittima difesa e perché stanco degli insulti subiti quotidianamente.
Secondo la sua ricostruzione, Gravino che aveva avuto una relazione con una sua parente passava tutti i giorni davanti al distributore di carburanti insultandolo sempre allo stesso modo: mostrandogli il mignolo e l'indice a mò di 'corna'. Ieri l'episodio si sarebbe ripetuto. Al culmine dell'ennesima lite avrebbe visto Gravino estrarre una pistola e avrebbe sparato diversi colpi perché provocato e infuriato. L'uomo si era nascosto in una sua villetta al mare, ma saputo che la polizia era stata a casa sua per delle perquisizioni ha deciso di costituirsi, consegnandosi alla squadra mobile.
L'arrestato è un impiegato comunale, che lavora anche in un'area di servizio vicino a piazza Dante, luogo della sparatoria. L'uomo è stato arrestato in una villetta a Ippocampo di mare, un villaggio marinaro alla periferia sud di Catania. I suoi vestiti sono stati trovati lavati per evitare di trovare tracce della sparatoria. Alla sua identificazione la squadra mobile è arrivata grazie alle testimonianze raccolte, alla visione delle immagini di telecamere di sicurezza di esercizi della zona, ma soprattutto a indagini 'tradizionali' con numerosi interrogatori.

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