mercoledì 22 febbraio 2012

Napoli sogna in Champions



Un Napoli indomabile batte per 3-1 il Chelsea al San Paolo nell'andata degli ottavi di Champions League e si mette in posizione di vantaggio in vista della gara di ritorno in Inghilterra. Dopo l'1-0 fortunoso dei Blues, firmato Mata, i partenopei trovano la forza per ribaltare il risultato con la doppietta di Lavezzi e il gol di Cavani. Ma gli uomini di Mazzarri mancano più volte il poker che avrebbe quasi chiuso il discorso qualificazione.
In avvio l'iniziativa è nelle mani dei partenopei, che sfiorano subito il vantaggio con Cavani e Maggio: Cech protagonista con due grandi parate. Gli inglesi sono lenti e impacciati, ma al 26’ trovano l’inaspettato vantaggio con Mata.
Lo spagnolo approfitta di un liscio di Cannavaro, tradito da un rimbalzo anomalo del pallone, e a tu per tu con De Sanctis non fallisce. Il San Paolo è gelato, il Chelsea, calmo e lento, è irritante: gli azzurri rischiano di perdere la testa e Luiz da pochi metri fallisce di testa il raddoppio, graziando gli uomini di Mazzarri.
A cambiare la serata, indirizzata a favore dei britannici, è Lavezzi: al 38’ il Pocho riceve da Cavani e con un grande tiro a giro di destro da fuori area realizza l’1-1 che risveglia i compagni. I Blues sono scossi, e prima dell’intervallo arriva il sorpasso, targato Cavani: lancio di Inler, il Matador un po' con il petto, un po' con la spalla insacca il 2-1, che fa impazzire i tifosi.
Ad inizio ripresa il Chelsea esercita un maggior possesso palla, mentre il Napoli gioca nel suo elemento migliore, in contropiede. Lavezzi si divora al 54' il 3-1 calciando a lato il prezioso assist di Lavezzi. Ma il tris è nell'aria, e arriva, meritato, al 65’. Ancora Cavani vince un rimpallo con Luiz e serve il Pocho che triplica.
La reazione degli inglesi è confusa (il destino di Villas Boas sembra segnato dopo questa prestazione sconcertante), il Napoli si chiude nella propria metà campo e aspetta l'occasione buona per il quarto gol. Questa arriva all’80', dopo una strepitosa azione in contropiede Hamsik-Cavani, Maggio da pochi metri tira addosso a Cole mangiandosi un 4-1 che avrebbe facilitato le cose in vista del ritorno a Stamford Bridge.
Nel finale gli uomini di Mazzarri abbassano troppo il baricentro e rischiano grosso (De Sanctis para il tiro della disperazione di Lampard).

Camorra, patto Casalesi-imprenditori. 14 arresti



E' il "domitia village", al Lago Patria, compresso turistico con lido balneare e maneggio, la concretizzazione del patto tra clan dei Casalesi e imprenditori del Casertano, realizzato anche grazie alla compiacenza di funzionari della Pubblica amministrazione e ambienti della politica locale. Proprio su questa attivita' ricettiva si incentra un'operazione della Guardia di Finanza che ha portato all'arresto di 14 persone e al sequestro beni per oltre 250 milioni di euro.
Tra gli arrestati, a tre dei quali e' stato concesso il beneficio dei domiciliari, Raffaele Giuliani, gia' accusato nel 2004 di essere organico al clan e condannato con sentenza passata in giudicato, che pero' continuava a gestire le attivita' edili per conto della camorra nel territorio di Castelvolturno e Casaluce ottenendo da funzionari pubblici concessioni illegittime; con lui anche l'imprenditore, Angelo Simeoni, che attraverso il capo zona del clan, Vincenzo Zagaria, aveva stretto il patto con la fazione dei Casalesi che fa capo al boss detenuto all'ergastolo Francesco Bidognetti. Tra i tecnici pubblici anche un funzionario del Comune di Castevolturno, Alfonso Scalzone, fratello dell'ex sindaco Antonio.
Il sequestro riguarda appunto il complesso turistico, con 329 unita' abitative e 16 terreni per 400 mila metri quadrati, un capannone per maneggio con 100 box per cavalli, 4 lidi balneari, nonche' 269 rapporti bancari, 15 societa' e 12 automezzi. Nell'inchiesta sono complessivamente 43 gli indagati e i reati contestati vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, alla truffa, all'abuso d'ufficio, agli abusi edilizi, al riciclaggio e al reimpiego di denaro proveniente dalle attivita' illecite del clan. Oltre le indagini tecniche, vi hanno contribuito anche le dichiarazioni di diversi pentiti.

Parolisi chattava con i trans



Non c'era solo Ludovica. Parolisi chiacchierava in chat sul suo computer anche con transessuali e trascorreva delle ore a visionare materiale a contenuto pornografico. L'indiscrezione, data per prima dalla trasmissione tv Chi l'ha visto? condotta da Federica Sciarelli, svela un'altra parte della situazione che c'era tra Salvatore Parolisi e Melania Rea. Parolisi avrebbe anche tentato di cancellare questi video, ma i contenuti sono stati in parte recuperati dagli inquirenti nel corso delle indagini. Il documento dei carabinieri mostrato dalla trasmissione "Chi l'ha visto?" con l'indicazione dei siti trans visitati da Salvatore Parolisi dal suo computer portatile
Il militare, che comunicava tramite Facebook con il nickname di "Vecio alpino", non scriveva messaggi solo a Ludovica, l'amante soldatessa. Secondo gli esperti del Ros, Parolisi chattava anche con dei trans. Contatti e messaggi, ripescati dalla memoria del pc, inviati dalla sua abitazione ma anche dalla caserma “Clementi” di Ascoli, dove Parolisi addestrava le reclute donna. L’accertamento tecnico dei carabinieri sulla memoria computer, disposto dalla procura di Teramo, entra nei dieci faldoni di atti e perizie che raccontano come, secondo i pm, Parolisi abbia ucciso la 29enne di Somma Vesuviana colpendola con 35 coltellate nel bosco di Ripe di Civitella, nel teramano.
Il gip Giovanni Cirillo nell'ordinanza di arresto bis parlava di un "qualcosa di torbido, di inconfessabile, di non necessariamente penalmente rilevante”, ipotizzando nuovi moventi per il delitto. Questo elemento potrebbe essere quello che intendeva. Le nuove rivelazioni potranno servire ai pm teramani Davide Rosati e Greta Aloisi per definire ulteriormente l’impianto accusatorio che sostiene il movente passionale di un omicidio le cui trame avevano già evidenziato la realtà di un matrimonio ormai in frantumi, fatto di bugie e tradimenti.
E’ ipotizzabile, secondo i legali della famiglia Rea, che Melania, qualche settimana prima di essere uccisa, avesse scoperto le frequentazioni del marito, minacciando di riferirlo all’Esercito. Cosa che avrebbe provocato la perdita del posto di lavoro. Ma c'è un'altra cosa ancora più inquietanti: per i legali della famiglia Rea lo scorso 20 aprile, il giorno della scoperta del cadavere della moglie, Parolisi chattava con i trans mostrando disinteresse per la ricerca.

Maestra picchia alunni e viene arrestata



Avrebbe maltrattato i bambini colpendoli con schiaffi e pugni. O anche lanciandogli contro libri e penne. Una maestra elementare, L.G di Pizzo, e' stata arrestata dai Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal g.i.p. L'insegnante lavora presso la scuola elementare S. Sebastiano di Pizzo.
Le indagini, condotte attraverso una serie di telecamere nascoste nelle aule, hanno consentito di accertare che la donna, durante le lezioni, al fine di punire gli scolari piu' indisciplinati, li avrebbe malmenati colpendoli con schiaffi e pugni, lanciava loro libri e penne, li strattonava, gli tirava i capelli ed inveiva contro di loro, fino a farli piangere. Ai maltrattamenti non sarebbe sfuggita nemmeno una piccola affetta da mutismo selettivo. Molti studenti erano cosi' terrorizzati da non voler piu' frequentare la scuola.
Il caso era stato segnalato ai Carabinieri poche settimane fa da alcuni genitori, preoccupati per l'evidente terrore provato dai figli nell'andare a scuola nei giorni in cui vi era lezione con l'insegnante. Le indagini hanno permesso di accertare che nelle classi ogni giorno, anche le piu' lievi mancanze scolastiche o disciplinari, venivano punite dalla maestra con immotivata violenza, tanto che gli alunni, ormai terrorizzati vivevano in uno stato di totale soggezione, continuamente intimiditi anche dalle urla, dal lancio di libri e penne e dalle spinte che la maestra riservava loro.
Ad evitare le persecuzioni non e' riuscita neppure una piccola affetta da mutismo selettivo che e' stata addirittura costretta ad urinarsi addosso a seguito del divieto dell'insegnante di poter andare in bagno e che era cosi' terrorizzata dalla donna da rifiutarsi ormai di recarsi a scuola. Una situazione insostenibile che ha portato il G.I.P. ad emettere il provvedimento cautelare nei confronti della donna che, raggiunta dai militari nella propria abitazione, dopo gli atti di rito, e' stata trasferita agli arresti domiciliari.