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lunedì 19 marzo 2012

Bliz della finanza a Napoli: 60 arresti



Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Napoli sta eseguendo 60 misure cautelari (22 in carcere, 25 con i benefici dei domiciliari e 13 divieti di dimora nella provincia) a carico di un gruppo imprenditoriale nazionale, professionisti e funzionari pubblici in servizio in uffici giudiziari del napoletano, nonche' esponenti di spicco del clan Fabbrocino, egemone nell'area Nolana.
Contestualmente eseguito anche un sequestro beni per un valore complessivo di un miliardo di euro tra conti correnti, quote di societa', attivita' finanziarie, terreni, fabbricati e auto. La holding campana operava nei settori della compravendita immobiliare, della commercializzazione dei metalli ferrosi e della gestione di alberghi in tutta Italia. Le accuse contestate vanno dal concorso esterno in associazione di stampo mafioso, al riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, fino alla corruzione in atti giudiziari e al falso in atto pubblico.
Sono 28 i funzionari pubblici interessati dai provvedimenti restrittivi. Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono anche sedici giudici tributari, otto funzionari impiegati presso le Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale di Napoli, un membro del Garante del Contribuente della Campania e un funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Napoli.

mercoledì 22 febbraio 2012

Camorra, patto Casalesi-imprenditori. 14 arresti



E' il "domitia village", al Lago Patria, compresso turistico con lido balneare e maneggio, la concretizzazione del patto tra clan dei Casalesi e imprenditori del Casertano, realizzato anche grazie alla compiacenza di funzionari della Pubblica amministrazione e ambienti della politica locale. Proprio su questa attivita' ricettiva si incentra un'operazione della Guardia di Finanza che ha portato all'arresto di 14 persone e al sequestro beni per oltre 250 milioni di euro.
Tra gli arrestati, a tre dei quali e' stato concesso il beneficio dei domiciliari, Raffaele Giuliani, gia' accusato nel 2004 di essere organico al clan e condannato con sentenza passata in giudicato, che pero' continuava a gestire le attivita' edili per conto della camorra nel territorio di Castelvolturno e Casaluce ottenendo da funzionari pubblici concessioni illegittime; con lui anche l'imprenditore, Angelo Simeoni, che attraverso il capo zona del clan, Vincenzo Zagaria, aveva stretto il patto con la fazione dei Casalesi che fa capo al boss detenuto all'ergastolo Francesco Bidognetti. Tra i tecnici pubblici anche un funzionario del Comune di Castevolturno, Alfonso Scalzone, fratello dell'ex sindaco Antonio.
Il sequestro riguarda appunto il complesso turistico, con 329 unita' abitative e 16 terreni per 400 mila metri quadrati, un capannone per maneggio con 100 box per cavalli, 4 lidi balneari, nonche' 269 rapporti bancari, 15 societa' e 12 automezzi. Nell'inchiesta sono complessivamente 43 gli indagati e i reati contestati vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, alla truffa, all'abuso d'ufficio, agli abusi edilizi, al riciclaggio e al reimpiego di denaro proveniente dalle attivita' illecite del clan. Oltre le indagini tecniche, vi hanno contribuito anche le dichiarazioni di diversi pentiti.