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sabato 24 marzo 2012

Studia ancora a 41 anni. I giudici: "I genitori devono mantenerla"




E' quasi una donna di mezza età, ma studia ancora. E il suo papà, separato dalla moglie, ha il dovere di mantenerla. Lo decide la Cassazione, ribaltando una sentenza del tribunale di Venezia che nel 2006 aveva accolto la richiesta di un ex direttore d'albergo, oggi in pensione, di interrompere l'obbligo di dare soldi alla figlia. Così, la 41enne potrà continuare a ricevere gli assegni del padre. Lei vive ancora con la madre ed è iscritta all'università.
I due ex coniugi, come riporta il Corriere del Veneto, si sono separati nel 1999 ed era nato un contenzioso su quella che il papà considerava un'ingiusta "paghetta" mensile. La Corte d'Appello aveva stabilito che "la figlia di 35 anni non ha più alcun diritto al mantenimento" e, di conseguenza, aveva anche revocato l’assegnazione della casa coniugale all’ex moglie, che convive con la figlia a Venezia.
Secondo i giudici dell'Appello, dunque, a quell'età i figli sono in grado di provvedere a loro stessi. Ma la moglie, e madre della 41enne, ha fatto ricorso in Cassazione. I magistrati scrivono nella nuova sentenza: "L’obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest’ultimo, ma perdura finché il genitore interessato non dia prova che il figlio abbia raggiunto l’indipendenza economica, oppure sia stato posto nella condizione di poter essere economicamente autosufficiente".
L'età dunque non incide sull'assegno di mantenimento, ma qui ci saranno scuramente discussioni, vista l'età davvero avanzata della figlia e il fatto che ancora studia in università. La Cassazione comunque non ha imposto all’uomo il versamento degli alimenti, ma ha annullato il provvedimento precedente, rimettendo la decisione definitiva nelle mani della Corte d’Appello di Venezia "che dovrà pronunciarsi nuovamente sull’assegnazione della casa coniugale e sulle spese". Ma l'incipit dato dai magistrati romani è chiaro

lunedì 19 marzo 2012

Bliz della finanza a Napoli: 60 arresti



Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Napoli sta eseguendo 60 misure cautelari (22 in carcere, 25 con i benefici dei domiciliari e 13 divieti di dimora nella provincia) a carico di un gruppo imprenditoriale nazionale, professionisti e funzionari pubblici in servizio in uffici giudiziari del napoletano, nonche' esponenti di spicco del clan Fabbrocino, egemone nell'area Nolana.
Contestualmente eseguito anche un sequestro beni per un valore complessivo di un miliardo di euro tra conti correnti, quote di societa', attivita' finanziarie, terreni, fabbricati e auto. La holding campana operava nei settori della compravendita immobiliare, della commercializzazione dei metalli ferrosi e della gestione di alberghi in tutta Italia. Le accuse contestate vanno dal concorso esterno in associazione di stampo mafioso, al riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, fino alla corruzione in atti giudiziari e al falso in atto pubblico.
Sono 28 i funzionari pubblici interessati dai provvedimenti restrittivi. Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono anche sedici giudici tributari, otto funzionari impiegati presso le Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale di Napoli, un membro del Garante del Contribuente della Campania e un funzionario dell'Agenzia delle Entrate di Napoli.