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mercoledì 22 febbraio 2012

Maestra picchia alunni e viene arrestata



Avrebbe maltrattato i bambini colpendoli con schiaffi e pugni. O anche lanciandogli contro libri e penne. Una maestra elementare, L.G di Pizzo, e' stata arrestata dai Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal g.i.p. L'insegnante lavora presso la scuola elementare S. Sebastiano di Pizzo.
Le indagini, condotte attraverso una serie di telecamere nascoste nelle aule, hanno consentito di accertare che la donna, durante le lezioni, al fine di punire gli scolari piu' indisciplinati, li avrebbe malmenati colpendoli con schiaffi e pugni, lanciava loro libri e penne, li strattonava, gli tirava i capelli ed inveiva contro di loro, fino a farli piangere. Ai maltrattamenti non sarebbe sfuggita nemmeno una piccola affetta da mutismo selettivo. Molti studenti erano cosi' terrorizzati da non voler piu' frequentare la scuola.
Il caso era stato segnalato ai Carabinieri poche settimane fa da alcuni genitori, preoccupati per l'evidente terrore provato dai figli nell'andare a scuola nei giorni in cui vi era lezione con l'insegnante. Le indagini hanno permesso di accertare che nelle classi ogni giorno, anche le piu' lievi mancanze scolastiche o disciplinari, venivano punite dalla maestra con immotivata violenza, tanto che gli alunni, ormai terrorizzati vivevano in uno stato di totale soggezione, continuamente intimiditi anche dalle urla, dal lancio di libri e penne e dalle spinte che la maestra riservava loro.
Ad evitare le persecuzioni non e' riuscita neppure una piccola affetta da mutismo selettivo che e' stata addirittura costretta ad urinarsi addosso a seguito del divieto dell'insegnante di poter andare in bagno e che era cosi' terrorizzata dalla donna da rifiutarsi ormai di recarsi a scuola. Una situazione insostenibile che ha portato il G.I.P. ad emettere il provvedimento cautelare nei confronti della donna che, raggiunta dai militari nella propria abitazione, dopo gli atti di rito, e' stata trasferita agli arresti domiciliari.

lunedì 16 gennaio 2012

Strage per un gioco?



Sale a sei il bilancio delle vittime accertate sulla nave Costa Concordia, naufragata all'isola del Giglio venerdì sera. I vigili del fuoco, che hanno proseguito le ricerche anche questa notte, hanno ritrovato un sesto cadavere. Si tratta di un uomo, di un passeggero che aveva indosso il giubbotto di salvataggio. Il cadavere è stato rinvenuto nel secondo ponte del fianco sinistro, quello non sommerso. Dopo il ritrovamento del passeggero avvenuto questa notte, risultano dieci i dispersi, a seguito del naufragio della Costa Concordia all'isola del Giglio, venerdì sera. Vi è sempre un margine di errore, dato il complesso confronto dei 4229 nomi che risultavano a bordo. Ma si dovrebbe trattare di un padre e della sua bambina di cinque anni, due coppie di cittadini francesi, due cittadini americani e una cittadina peruviana. C'è anche il giallo delle due donne siciliane, Maria Grazia Trecanico e Luisa Virzì, conteggiate tra coloro che si sono messi in salvo. Ma i familiari non hanno avuto più contatti con loro. Tra i dispersi risulterebbero dunque anche William Arlotti e la sua piccola di cinque anni, partiti da Rimini. Quanto alla cittadina peruviana, è con ogni probabilità Erika Soria, 26 anni, barista di bordo specializzata in cocktail.
"Guarda la tua isola"/ Strage per un gioco. Quasi una burla verso il dipendente che doveva sbarcare, ma per il quale non era stato trovato un sostituto. Lui avrebbe detto al Comandante: "Attenti, siamo troppo vicini alla riva". La Costa Concordia era a soli 150 metri dalla riva. L'ex comandante: "Non so cosa sia passato per la testa al mio collega. Anch'io accostavo, ma lo concordavo con la Capitaneria, anche se il permesso non è necessario".
Costa Crociere scarica il Comandante: "Incidente dovuto a un errore di giudizio". Il Capitano accusato di "imperizia e abbandono della nave". La Guardia Costiera gli intimò invano di risalire sulla nave. Inchiesta per naufragio, disastro e omicidio colposo. Ma una testimone dice: "Non è vero, il comandante era sul ponte". L'allarme mai lanciato, la nave fu contattata dalla Capitaneria: è giallo.