giovedì 6 settembre 2012

Suona il clacson, 63enne viene pestato a sangue

Una banale lite finita nel sangue. L'ennesimo episodio di microviolenza quotidiana, questa volta a Mestre, per cui un 63enne ora rischia la vita. Il suo 'errore' fatale? Aver chiesto a dei ragazzi di spostarsi. Il gruppo invece ha reagito con una furia inaudita. Sei ragazzi, fra i 20 e i 25 anni, hanno aggredito l'uomo, prendendolo a pugni e seguendolo fino a casa. Uno di loro, 30enne di Marghera, è indagato per tentato omicidio. Tutto inizia domenica sera, come racconta il Corriere del Veneto, quando l'uomo, in auto con la sorella, stava tornando dalla Mostra del Cinema del Lido. Trova la strada bloccata da un gruppo di ragazzi, che non si muovono. Lui aspetta per un po', poi inizia a suonare il clacson per invitare i ragazzi a sgombrare la carreggiata. Il gruppo gli riga l'auto, tira calci alla carrozzeria, inveisce contro di lui e la sorella. Uno si avvicina al finestrino e rifila al conducente due pugni al volto. L'uomo, spaventato, accelera e cerca di fuggire. I ragazzi lo seguono fino a casa, riescono a entrare nel cortile mentre due di loro si mettono davanti alle fotocellule per bloccare il cancello. Il 63enne viene di nuovo colpito, finché cade a terra. La sorella dell'uomo annota il numero di targa e chiama il 113. In breve la polizia risale ai colpevoli. Inizialmente la vittima viene dimessa dal pronto soccorso con una prognosi di dieci giorni. Ma mercoledì la situazione precipita. Emorraggia cerebrale, probabilmente aggravatsi col tempo. Operato d'urgenza, ora è in coma farmacologico e prognosi riservata.

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