sabato 29 settembre 2012

Scoperta italiana contro il cancro in Belgio

"Migliorare gli effetti della chemioterapia e allo stesso tempo diminuire le conseguenze negative che questa cura ha sugli altri organi". Questo il duplice vantaggio della scoperta scientifica nella lotta contro i tumori messa a segno dall'Università di Leuven, in Belgio, da un'equipe guidata dall'italianissimo e giovane professore Massimiliano Mazzone, che ne racconta i dettagli ad Affaritaliani.it. (In foto, da sinistra a destra: Sofie Deschoemaeker, Belgio; Prof. Massimiliano Mazzone, Italia; Rodrigo Leite-de-Oliveira, Portogallo). LA SCOPERTA - “C'è una proteina, che si chiama "Phd2" – spiega Mazzone – che, se inibita, è in grado di favorire l'arrivo e la distribuzione della cura chemioterapica sul tumore. Inoltre, è in grado di garantire una migliore preservazione delle cellule non tumorali, cosa che finora non era possibile fare". Con la chemioterapia sono a rischio soprattutto organi come il cuore e i reni, che possono dare problemi anche molti anni dopo, portando a disturbi cardiocircolatori nel primo caso e alla necessità di trapianto nel secondo. "Il duplice effetto si ottiene inibendo la proteina, che si trova nei vasi sanguigni, in tutto il corpo: non serve una targettizzazione della terapia". IL METODO - Per arrivare a questa scoperta il team guidato dal professor Mazzone ha utilizzato due approcci: "Da un lato l'inibizione genetica, che ovviamente è sperimentabile sulle cavie, ma non è possibile per l'uomo - spiega -. Dall'altro abbiamo testato un inibitore specifico e ora stiamo collaborando con un'industria farmaceutica di Cincinnati, in Ohio, che in realtà si occupa di anemia, ma che ha prodotto una molecola che potrebbe essere molto utile anche in questo caso. Se tutto andrà come speriamo, potremo cominciare nel 2013 la sperimentazione sull'uomo". A quel punto ci vorranno circa 5-10 anni. "Tempi lunghi, ma siamo fiduciosi sulla possibilità di ottenere risultati importanti per la cura del cancro".

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