martedì 19 luglio 2011

Colpo ai clan camorristici



I carabinieri di Torre del Greco hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di 36 persone affiliate a 5 clan camorristici operanti nell'area orientale di Napoli. Tra i reati contestati associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, violazione alla legge sulle armi, estorsione e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse in relazione a due distinte indagini.
Venti arrestati, affiliati ai clan "Sarno", "Cuccaro" e "De Luca Bossa" operanti a Ponticelli, Barra e Cercola, dovranno a vario titolo rispondere di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, violazione alla legge sulle armi, estorsione e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.
Per altre sedici persone, affiliate ai clan "Rinaldi - Reale e "D'Amico - Mazzarella" operanti a San Giovani a Teduccio, le accuse sono di omicidio, violazione alla legge sulle armi, estorsione e di associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti
LE INDAGINI- Le due indagini riguardano, in un caso, le dinamiche di avvicendamento tra il 2009 e il 2010 tra il clan Sarno, Cuccaro e De Luca Bossa per il controllo delle attività illecite tra i quartieri di Napoli di Barra e Ponticelli, nonchè il vicino comune di Cercola; il subentro degli alleati Cuccaro e De Luca Bossa ai Sarno viene segnato il 29 novembre del 2009 dall'omicidio di Salvatore Tarantino, considerato reggente dei Sarno, all'epoca gia' indeboliti da arresti e indagini delle forze dell'ordine.
L'inchiesta sui clan Rinaldi-Reale e D'Amico-Mazzarella, che ha portato in carcere 16 persone, riguarda invece un periodo che parte dal 2001 e si chiude a marzo-giugno di quest'anno con due tentati omicidi a Volla, grosso centro alle porte di Napoli, ricostruendo il rafforzamento della famiglia D'Amico, alleata con i Mazzarella, fino al tentato omicidio di Salvatore Maddaloni, a giugno di quest'anno, scampato all'agguato anche grazie al fatto che il padre ha investito con il furgone, parcheggiato davanti la loro pescheria, uno dei killer

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