
TORINO - Il giorno più bello e insieme più brutto per Issa Jimcaala, il papà della bimba nata dalla ventottenne somala da un mese in coma irreversibile al Sant'Anna di Torino, è arrivato. Questa mattina, poco prima delle 10, è venuta alla luce la piccola Idil, dopo un parto cesareo durato una decina di minuti. Avrà lo stesso nome della madre che fino a tarda sera e' stata, come richiede la legge, sotto osservazione per la determinazione della morte cerebrale. La morte risale alle 16,10 ma risulta protocollata alle 22,10, quando i medici hanno staccato le spine dei macchinari che la tenevano in vita dalla fine di agosto al fine di aiutare la piccola che aveva in grembo. La donna era stata colpita da un tumore al cervello. La piccola al momento del parto pesava 760 grammi ed è ricoverata nel reparto di terapia intensiva della Neonatologia. "Sta bene, ha pianto, si è ossigenata subito e al momento del parto era abbastanza vivace, ha avuto un buon punteggio apgar (la 'pagella' data dai medici ai neonati, ndr), considerando la sua particolare condizione", ha spiegato Tullia Todros, direttrice del dipartimento di Ostetricia e Neonatologia del Sant'Anna. La decisione di procedere al taglio cesareo è stata presa poco dopo le 9. "D'accordo con i rianimatori - racconta Tullia Todros - abbiamo deciso che era arrivato il momento di eseguire il taglio cesareo perché lasciarla ancora nell'utero materno esponeva la piccola a un rischio ben maggiore. E' stato il peggioramento delle funzioni respiratorie della mamma a convincerci definitivamente". Già ieri dopo il consulto medico la strada dell'intervento in tempi brevi era segnata. "Il padre ci ha detto - raccontano i medici - 'Fate come ritenere piu' opportuno, l'importante è che mia moglie non soffrà". E oggi Issa, prima di sfuggire alle telecamere di un paio di tv in agguato, ha voluto ringraziare, comprensibilmente molto commosso e frastornato dalla vicenda personale, i medici. "Cosa dirò a Idil quando sarà grande? Che lei è un miracolo vivente". Per l'ospedale torinese, dove pure ogni anno nascono molti bambini prematuri ("siamo il centro di riferimento - spiegano i medici - per tutto il Piemonte"), il caso delle due Idil non aveva precedenti. "Anche per questo motivo - dice Enrico Bertino, primario della Terapia intensiva - bisogna essere molto, ma molto cauti. Si potrà capire solo giorno per giorno come si evolverà la situazione". La commozione ha contagiato anche i medici: "E' stata una grossa soddisfazione, ci eravamo presi un impegno anche di tipo morale con il papà", dice Evelina Gollo, primario di Anestesia e Rianimazione del Sant'Anna.
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