martedì 21 settembre 2010

ennesima lite tra medici, bimbo in coma


La previsione di un intervento 'cesareo', fatta all'arrivo in ospedale, trasformato in parto naturale dal primario del reparto di Ostetricia e ginecologia e' al centro di una nuova inchiesta su un ospedale di Messina, con un neonato, Giosue', ricoverato in come farmacologico per una sofferenza post ischemica, che potrebbe avergli procurato danni gravi alla salute.
Scenario di quello che la puerpera, Ivana Rigano, ipotizza possa essere un caso di presunta malasanita' e' il Papardo, un nosocomio non lontano dal Policlinico di Messina dove il 26 agosto scorso due medici hanno litigato in sala parto, ritardando la nascita di un bimbo e provocando problemi al neonato e alla madre. In questo caso non ci sarebbe stata una lite ma, secondo la denuncia presentata ai carabinieri, un contenzioso tra medici. ''Non so se i medici hanno litigato - ricostruisce Ivana Rigano, 24 anni - so di certo che ero giunta all'ospedale Papardo dove, a parere di tutti i medici avrei dovuto partorire con un cesareo, viste le dimensioni del bambino, che pesava 4 chili e 150 grammi. Ma il primario, Francesco Abate, e' intervenuto, sostenendo la tesi del parto naturale e vietando il cesareo. E' stato tremendo - ricorda la donna abbracciando il marito, Nicola Mangraviti, 34 anni - ho subito lacerazioni, il parto e' stato difficilissimo, il bimbo ha avuto difficolta' di ossigenazione, subendo danni''. Il parto e' avvenuto la sera del 13 settembre scorso. Subito dopo il neonato e' stato ricoverato d'urgenza in coma farmacologico al reparto di terapia intensiva del Policlinico.

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