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giovedì 22 marzo 2012

Vittima di pedofilia esce allo scoperto



"Ho trovato il coraggio di parlare perché la cosa che voglio di più al mondo è fermare quest'uomo. Voglio che nessun altro debba ancora soffrire come invece ho sofferto io, insieme a tanti altri". Teo Pulvirenti oggi ha 36 anni, ma da quando ne ha 13 si porta dietro un grosso dolore. E' una vittima di pedofilia e racconta la sua storia I fatti che Teo racconta sono successi in Sicilia, nella diocesi di Acireale. Lo scandalo era emerso nelle scorse settimane, dopo che un giornalista del mensile catanese S ha realizzato un video con una telecamera nascosta, nel quale si sente il prete affermare che abusava sessualmente di un bambino per "liberarlo". E la magistratura ha aperto un'inchiesta sulla vicenda.
Teo ha deciso di metterci la faccia e raccontare tutto, grazie anche al sostegno dell'associazione contro la pedofilia "La Caramella Buona" che ha organizzato anche una conferenza stampa a Roma nella quale Teo ha spiegato tutto, facendo il nome del suo carnefice. "Ho deciso di fare questo passo perché ho capito che non c'è niente da vergognarsi. Noi siamo vittime e non abbiamo nessuna colpa. Spero che, come me, anche le altre persone che hanno subito questo dolore trovino il coraggio di parlare".

martedì 13 marzo 2012

Ti pago se stupri mia moglie



Avrebbe dato soldi a un suo amico chiedendogli di violentare sua moglie. E in seguito ha tentato di ripetere il gesto anche con altre persone. Terribile accusa per un 43enne di Grimma, in Germania. La procura di Dresda, come riporta la Bild, ritiene che l'uomo sia colpevole di numerosi e ripetuti abusi nei confronti della moglie. Lui, Torsten W., alla prima seduta del processo ha preferito tacere rispetto ai reati contestatigli dalla pubblica accusa. e ha nascosto la faccia sotto un maglione
Tutto sarebbe cominciato durante una gita in Bassa Sassona, che è diventata un inferno per la donna. Una volta giunti in motel, la donna è stata è stata picchiata, legata al letto con le manette e completamente svestita. L'incubo però non è finito qui.
A quel punto è entrato in camera anche un complice, che ha iniziato a baciare e poi a violentare la moglie di Torsten W., mentre l’uomo guardava con soddisfazione la scena. Il complice sarebbe stato pagato da Torsten W.. per compiere lo stupro.
Dopo questo primo episodio in Bassa Sassonia il marito orco ha provato ad ingaggiare altri uomini per violentare sua moglie, ma questa mossa si è rivelata fatale. Uno degli uomini contattati ha denunciato il fatto alla polizia. Il marito e la stupratore della povera donna sono subito finiti in manette.

Ravenna: Violenza nei bagni di scuola



In orario di lezione era in un bagno della scuola insieme a un altro studente. E ha subìto un abuso sessuale. Almeno stando al racconto di una giovane di 16 anni che frequenta una scuola superiore di Faenza, in provincia di Ravenna. L'autore del presunto stupro è di un anno più grande. Dalla denuncia della vittima sono cominciati gli accertamenti sulla presunta violenza sessuale.
L'episodio risale al primo marzo quando il ragazzo, secondo quanto riferito dalla stampa locale, avrebbe invitato la giovane ad accarezzarlo. Lei si sarebbe rifiutata di farlo, e a quel punto lui le avrebbe impedito di uscire dal bagno. Poco dopo la ragazza avrebbe avvertito dell'accaduto un paio di insegnanti, i quali però le avrebbero consigliato di non riferire nulla. La giovane ha però rivelato tutto alla madre, che ha deciso di rivolgersi al locale Commissariato di polizia. Del caso è stata interessata sia la Procura dei Minorenni di Bologna, che ha già sentito la ragazza e altre persone, sia la Procura di Ravenna, che dovrà chiarire le cose. La dirigente dell'ufficio scolastico provinciale, ha già disposto verifiche nell'istituto.
La stessa scuola in passato era già stata al centro di uno scandalo giudiziario legato alle molestie subite per più di un anno a partire dal 2006 da una studentessa di 15 anni da parte di un suo professore cinquantenne: sms, atteggiamenti voluttuosi, gesti, sguardi e frasi non gradite a sfondo inequivocabilmente sessuale che nel gennaio 2008 erano costate all'uomo una condanna in primo grado quattro anni di carcere e al pagamento di provvisionali alla giovane e ai suoi genitori per un totale di 66 mila euro.
I legali del minorenne sostengono che il giovane è innocente: "Sia che si tratti di una sedicente vittima sia dell'accusato che si proclama innocente, bisogna preservare i minorenni da qualsiasi clamore".

venerdì 3 febbraio 2012

Verona, due 14enni ubriacano e violentano una coetanea



A Verona, due ragazzini di tredici e quattordici anni, hanno ubriacato una coetanea e ne hanno poi abusato. La vicenda, avvenuta nei giorni scorsi, e' stata resa nota dalla questura di Verona, dove la giovane si e' recata, assistita dalla madre, per denunciare quanto avvenuto. "La ragazzina - spiegano i poliziotti - ha raccontato di essere uscita da scuola alle ore 14.00 e di aver informato la madre che sarebbe rimasta in citta' con una sua amica per poi fare rientro a casa verso le successive ore 18.00. In realta', pero' la stessa si accordava con due amici coetanei per vedersi in centro citta'; qui la ragazzina veniva invitata ad ascoltare un po' di musica e bere qualcosa all'interno di un esercizio commerciale di proprieta' del padre di uno dei due amici, locale che quel pomeriggio era chiuso al pubblico".
Una volta all'interno del locale, accese soltanto poche luci, i due ragazzini hanno iniziato ad offrire da bere bevande alcoliche alla ragazzina e di li' a poco la stessa iniziava ad accusare forti giramenti di testa. In tali frangenti uno dei due tentava i primi approcci,abbastanza espliciti, allungando le mani addosso alla malcapitata compagna. Non solo, i due ragazzini continuavano a far bere alcolici alla ragazzina per poi farla sdraiare su un divano dove, sebbene frastornata ed incapace di difendersi per mancanza di forze dovute all'alcool somministratole, tuttavia, si accorgeva che i due la denudavano per poi essere violentata da uno dei due ragazzini mentre l'altro non ci riusciva. "Nello stordimento - aggiungono ancora gli agenti - con la fatica di tenere gli occhi aperti, la ragazza ricorda di essere stata anche fotografata allo scopo di versare su Facebook le relative immagini e vantarsi dell'impresa; circostanza questa in corso di verifica da parte degli investigatori". Dopo la violenza sessuale i due ragazzini hanno fatto rientro a casa in autobus, come se la "violenza" inferta alla loro compagna fosse stata talmente normale da rimanere tranquilli, come se nulla fosse accaduto. Per la povera vittima,invece, il prosieguo del dramma. I due ragazzi, uno dei quali non imputabile in quanto tredicenne, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Venezia per violenza sessuale aggravata e a carico loro sono state effettuate delle perquisizioni con il successivo sequestro di telefonini, computer e chiavette di memoria che verranno analizzate proprio per verificare l'eventuale presenza di foto o filmati.

venerdì 13 gennaio 2012

Padova: violenta una bimba di 6 anni.



Un vicino di casa che si trasforma in un "mostro". Accade in provincia di Padova: un 36enne originario del Burkina Faso ha stuprato una bambina di sei anni che le era stata affidata da una famiglia di immigrati.
Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno l'uomo ha stuprato due volte la piccola a distanza di due giorni. Per lui la Procura ha chiesto il processo con l'accusa di violenza sessuale su minore con l'aggravante di aver commesso il reato mentre la piccola era sotto la sua tutela. L'udienza in cui si discuterà la richiesta di rinvio a giudizio è stata fissata il 1. marzo, dopo un primo rinvio del giudice Vincenzo Sgubbi.
L'inchiesta in Procura era partita a marzo 2011 quando il 36enne, ora domiciliato con obbligo di dimora a San Pietro in Gù dove bada il fratello malato, viene arrestato su richiesta del pm Benedetto Roberti. L'accusa, pesantissima, è di aver sodomizzato la vicina di casa il 17 e il 19 gennaio 2011, affidatale dai genitori, impegnati al lavoro.
Secondo la ricostruzione della bambina, confermata nell'incidente probatorio di fronte al Gip Sonia Bello, l'uomo avrebbe spinto con violenza la piccola nella sua cameretta. Un episodio ripetuto due giorni dopo. La prima ad accorgersi che qualcosa non andava era stata la maestra di scuola della vittima. Il 36enne era stato arrestato.

lunedì 16 maggio 2011

Prete accusato di violenza sessuale su minore



E' il giorno dell'interrogatorio di garanzia nel carcere genovese di Marassi per don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente, indagato per presunte violenze sessuali su minorenne. In mattinata il sacerdote indagato incontrerà il suo avvocato Paolo Bonanni e deciderà se avvalersi della facoltà di non rispondere.
Nell'omelia di ieri, nella chiesa del prete, nessun riferimento allo scandalo pedofilia-cocaina. Solo la rilettura del messaggio dell'arcivescovo, il cardinale Angelo Bagnasco. Davanti ad un piccolo gruppo di fedeli, il parroco vicario, don Roberto Ghiara, ha letto il duro monito diffuso ieri dalla Curia. E' il messaggio in cui si accusa don Riccardo Seppia di "comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti" e si esprime "sconcerto, dolore" e "fraterna vicinanza alle eventuali vittime e familiari".
ALTRI TRE INDAGATI - Nell'inchiesta nel frattempo ci sarebbero altre tre persone indagate. Uno dei tre coinvolti è un ex seminarista, di 40 anni, indagato per prostituzione minorile. Probabilmente, l'uomo avrebbe avuto un ruolo nell'adescamento degli adolescenti. Gli altri due sarebbero un commerciante genovese e un uomo di Milano di cui non si conosce ancora la professione. Nei loro confronti le accuse sarebbero di cessione di stupefacenti.
Le accuse contro don Seppia, 50 anni, sono pesanti: pedofilia e cessione di cocaina. Da alcuni mesi il telefono di don Seppia era intercettato dai carabinieri del Nas di Milano. L'inchiesta del pm Pietro Forno riguardava un traffico di sostanze dopanti che si è allargato ad un giro di coca, e tra i clienti c'era anche il sacerdote genovese. Le sue telefonate e gli sms aprono un ulteriore filone, quello che fa ipotizzare agli investigatori l'esistenza di relazioni a sfondo sessuale tra il sacerdote e alcuni ragazzini di 15-17 anni di Genova.
GLI SMS INDICIBILI - Venerdì mattina il testo di un sms fa temere agli inquirenti che da lì a qualche ora un quindicenne si sarebbe incontrato con il prete per un rapporto sessuale. E scatta l'arresto. Gli sms sono espliciti: "E' proprio un bel ragazzo, me lo sc...". Oppure: "Mi piacerebbe... ma lui non ci vuole stare" o "Vieni, per te c'è il solito regalino". Il regalino era la cocaina - secondo l'accusa - che don Riccardo si procurava a Milano, frequentando palestre e sauna e con la quale pagava le prestazioni sessuali nel suo appartamento adiacente alla parrocchia. "Un pendolare del sesso e della droga", lo descrive un investigatore. Don Riccardo in alcuni casi, usa toni sconci, con parole che, da chi le ha ascoltate, vengono definite "irripetibili". Ma il sacerdote, al cappellano del carcere, tenta di difendersi: "Ho mandato quel sms ma solo perché ero sotto l'effetto della coca e non ho mai compiuto gli atti di cui mi accusano, fatelo sapere ai miei genitori e al vescovo". I carabinieri hanno fatto riascoltare le intercettazioni ad alcuni genitori di figli minorenni che abitano nei paraggi di via Calda, dove si trova la parrocchia, nel tentativo di identificare voci e ricostruire eventi.
"Sì, che frequentasse dei ragazzi si sapeva, ma la droga, quella proprio no". Terminata la messa, i fedeli commentano l'arresto. Ad ascoltare le voci dei parrocchiani, emerge l'altra faccia di don Riccardo, quella che gli era valsa il soprannome "il prete della notte". Nel quartiere molti raccontano delle sue serate in alcuni locali di via Sampierdarena. Stefania è implacabile quando spiega che "io sono sempre venuta in chiesa, da bambina e da ragazzina, ma da quando è arrivato don Riccardo i miei figli il catechismo li ho mandati a farlo a San Nicola".
Davanti alla chiesa è ancora parcheggiata l'auto del parroco, una Toyota Yaris di colore grigio scuro. Secondo un testimone, i carabinieri la avrebbero perquisita venerdì sera portando via alcuni oggetti. Don Seppia ha passato una notte tranquilla in carcere. Il sacerdote è in cella con un altro detenuto, nell'area protetta della casa circondariale destinata ai detenuti che hanno commesso reati con il coinvolgimento di minorenni. Il prete incontrerà presto uno psicologo del carcere e un educatore. I due incontri mirano a comprendere le condizioni psicologiche di don Riccardo e a verificare se possa essere considerato un consumatore abituale o casuale di stupefacenti. Il parroco è sottoposto a strettissima sorveglianza da parte degli agenti penitenziari.