
Otto anni fa, il 14 febbraio 2004, moriva in tragiche circostanze a Rimini Marco Pantani, uno dei più grandi di sempre e, soprattutto, uno dei ciclisti più amati dal pubblico italiano e non per le sue imprese, il suo carattere e il suo coraggio in corsa.
Nato a Cesena il 13 gennaio 1970, l'indimenticato "Pirata" è l'ultimo italiano ad aver vinto, nel 1998, 33 anni dopo Felice Gimondi, il Tour de France, nonché l'ultimo in assoluto ad aver centrato nella stessa stagione l'accoppiata Giro d'Italia-Grande Boucle, in una ristretta cerchia di campioni che comprende Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain.
Messo in sella da ragazzino dal nonno, Marco mostra subito doti inusuali di scalatore, vincendo diverse corse già da giovanissimo, Al Giro d'Italia dilettanti nel giro di tre stagioni mette insieme un terzo, un secondo posto e una vittoria, nel 1992, passando professionista l'anno dopo. Con le maglie di Carrera Jeans e Mercatone Uno mette insieme nove vittorie parziali alla corsa rosa e otto in quella transalpina.
Bronzo in linea ai Mondiali del 1995 di Duitama, la sua ultima vittoria è del Tour de France del 2000, quando, a Courchevel, stacca, fra gli altri, un certo Lance Armstrong, giungendo da solo al traguardo con quasi un minuto di vantaggio sul texano. Lo stesso sette volte dominatore del Tour, disse di lui, dopo la sua morte, che lo considerava il più forte scalatore di sempre.
Per ricordarlo, dal 2004 la Corsa Rosa assegna ogni anno ad una salita il titolo di "Montagna Pantani", onore concesso fino allora solo al Campionissimo con la "Cima Coppi" (il passo più alto percorso dal Giro). Nel 2004 la salita è stata il Mortirolo, nel 2005 il Passo delle Erbe, nel 2006 di nuovo il Mortirolo, nel 2007 la salita che giunge al Santuario di Oropa, dove Pantani vinse al Giro del 1999, nel 2008 ancora una volta il Mortirolo, nel 2009 e il Colle dell'Izoard e nel 2010 nuovamente il Mortirolo.
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