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martedì 14 febbraio 2012

Pantani otto anni dopo



Otto anni fa, il 14 febbraio 2004, moriva in tragiche circostanze a Rimini Marco Pantani, uno dei più grandi di sempre e, soprattutto, uno dei ciclisti più amati dal pubblico italiano e non per le sue imprese, il suo carattere e il suo coraggio in corsa.
Nato a Cesena il 13 gennaio 1970, l'indimenticato "Pirata" è l'ultimo italiano ad aver vinto, nel 1998, 33 anni dopo Felice Gimondi, il Tour de France, nonché l'ultimo in assoluto ad aver centrato nella stessa stagione l'accoppiata Giro d'Italia-Grande Boucle, in una ristretta cerchia di campioni che comprende Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain.
Messo in sella da ragazzino dal nonno, Marco mostra subito doti inusuali di scalatore, vincendo diverse corse già da giovanissimo, Al Giro d'Italia dilettanti nel giro di tre stagioni mette insieme un terzo, un secondo posto e una vittoria, nel 1992, passando professionista l'anno dopo. Con le maglie di Carrera Jeans e Mercatone Uno mette insieme nove vittorie parziali alla corsa rosa e otto in quella transalpina.
Bronzo in linea ai Mondiali del 1995 di Duitama, la sua ultima vittoria è del Tour de France del 2000, quando, a Courchevel, stacca, fra gli altri, un certo Lance Armstrong, giungendo da solo al traguardo con quasi un minuto di vantaggio sul texano. Lo stesso sette volte dominatore del Tour, disse di lui, dopo la sua morte, che lo considerava il più forte scalatore di sempre.
Per ricordarlo, dal 2004 la Corsa Rosa assegna ogni anno ad una salita il titolo di "Montagna Pantani", onore concesso fino allora solo al Campionissimo con la "Cima Coppi" (il passo più alto percorso dal Giro). Nel 2004 la salita è stata il Mortirolo, nel 2005 il Passo delle Erbe, nel 2006 di nuovo il Mortirolo, nel 2007 la salita che giunge al Santuario di Oropa, dove Pantani vinse al Giro del 1999, nel 2008 ancora una volta il Mortirolo, nel 2009 e il Colle dell'Izoard e nel 2010 nuovamente il Mortirolo.

martedì 10 maggio 2011

Giro d'Italia: Morto Weylandt




GIRO D'ITALIA, WEYLANDT QUARTA VITTIMA DI SEMPRE - E' la quarta volta che il Giro d'Italia si trova a piangere un suo corridore. Nel 1952, nel corso della Siena-Roma (4a tappa del Giro)nella discesa della Merluzza presso la madonna di Bracciano il padovano Orfeo Ponsin fu sbalzato di sella e andò a sbattere contro un albero. Nel 1976 lo spagnolo Juan Manuel Santisteban, caduto nella prima tappa a Catania, mori' per trauma cranico. Dieci anni dopo, fu la volta del lombardo Emilio Ravasio, dopo una caduta prima della volata di Palermo.
CHI ERA WOUTER WEYLANDT - Nato a Gent, in Belgio, il 27 settembre 1984 - era professionista dal 2005 (esordio con la Quick Step, dopo un anno da stagista nella stessa squadra) ma aveva dovuto rimandare il suo debutto a causa di una mononucleosi. La sua prima vittoria da professionista era arrivata il 13 settembre 2005 nel Grand Prix Briek Schotte. Nel 2006 la soddisfazione di essersi portato a casa la classifica a punti del Giro di Polonia. Ma era stato il 2007 l'anno con le prime vere soddisfazioni per il velocista belga: una tappa al Giro di Belgio, una all'Eneco Tour, una allo Ster Elektrotoer oltre al secondo posto nella Tre Giorni delle Fiandre Occidentali. Quindi negli anni successivi oltre a una vittoria nella Gent-Wevelgem anche la terza tappa del Giro d'Italia 2010, oltre alla Amsterdam-Middelburg e la quarta frazione del Circuito Franco-Belga. Quest'anno il passaggio alla Leopard-Trek.