
Si dice che il lupo perda il pelo ma non il vizio. Così mentre ancora la parentopoli cova a piazzale Clodio, al Comune l'onda lunga dei parenti non si ferma. Altro giro, nuova giunta, ennesimo dossier. Questa volta ad Affaritaliani.it, sulla mail dove sarebbero dovute arrivare le repliche a chi è stato chiamato in causa per la vicenda del memoriale sui trasporti, è arrivata l'ennesima denuncia sui costumi della maggioranza di centrodestra. Vuoi i delusi, vuoi gli esclusi, il week end è stato contrassegnato da mail e telefonate in cui tutti parlano di tutto. Male.Dunque l'ennesimo vantaggio dei “parenti potenti” è l'ancora di salvezza dell'addetta stampa dell'ex assessore ai Trasporti, Sergio Marchi. Mikaela Zanzi, giornalista professionista dal 2003 grazie alla “solita” Opinione di Arturo Diaconale e a qualche sito web, sarebbe dovuta decadere con il tonfo di Marchi. Invece, per lei si sono aperte le porte del Campidoglio. A salvarla lo stesso cognome (Zanzi) della moglie dell'ad di Eur Spa, Riccardo Mancini e la brava Mikaela è uscita da via Capitan Bavastro ed è approdata alla corte di Simone Turbolente, il potentissimo portavoce del sindaco, in odore di delega totale alla Comunicazione per dare una risposta “forte” agli inviti del sottosegretario Giro e comunicare più e meglio le attività del Comune. Ora la collega è temporaneamente ospite del vice portavoce, Gian Paolo Pelizzaro dove attende: “A lei ci stiamo pensando”, spiega ad Affaritaliani.it lo stesso Turbolente. E aggiunge l'ex assessore Marchi: “È una ragazza di ottima famiglia che, volendo, potrebbe anche non lavorare”. E infatti si riposa qualche giorno, in attesa di una nuova destinazione.
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