
Suscita non poche polemiche la decisione di un parroco di Palermo.Don Carmelo Torcivia va avanti per la sua strada perché "le chiese che hanno un valore monumentale, culturale e artistico", dice, "non sono solo edifici di culto e preghiere. In un mondo pluralista anche chi non è credente ha diritto ad accedervi non tanto per pregare ma per usufruire del canale artistico". E Santa Maria della Catena, monumento oltre che edificio di culto lo è. Torcivia che ne è rettore afferma di non capire affatto le lamentele sulla sua scelta di far pagare un ticket di 2 euro e 50 centesimi a chi vuol far visita all’edificio.
IL TICKET - "Prima", racconta all’Italpress, "la gente si lamentava perché non poteva visitare la chiesa, chiusa perché era impossibile pagare lo stipendio a un guardiano o a una guida. Adesso si è creata questa opportunità, frutto di un accordo tra la Curia e l’associazione ‘Amici dei Musei’. Ho detto: ‘va bene, apriamo e garantiamo l’apertura e una guida culturale seria’". Dalle 10 alle 18 la chiesa di corso Vittorio Emanuele resta così aperta al pubblico, ma il ticket a qualcuno ha fatto storcere il naso.
"Non è per le lamentele di qualcuno che devo privare a un francese o a un tedesco la fruibilità della chiesa", sottolinea padre Torcivia. "Funziona così a Milano, Roma, Bruxelles, Monaco. E poi non c’è alcuno scopo di lucro». L’associazione "Amici dei Musei" permetterà l’apertura continuata anche la domenica e si occuperà del restauro di alcune tele. «Quando sono arrivato, nel settembre del 2001, la chiesa era quasi sempre chiusa e così è rimasta per tanto tempo. Era un mio cruccio, che non riuscivo a risolvere, anche perché le entrate non me lo permettevano. Adesso – conclude padre Torcivia - rimaniamo un punto di riferimento serio per il culto, non abbiamo trasformato la chiesa in un’attività turistica e non è una svendita ma un arricchimento, un’attenzione anche verso i non credenti".
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