mercoledì 25 gennaio 2012

Sequestra escort per farla abortire, arrestato manager



Di giorno top manager del consiglio di gestione di Deutsche Bank. Nel tempo libero la Voleva che lei abortisse il bambino concepito durante la loro relazione. Per questa ragione, un importante manager di banca ha fatto sequestrare una giovane escort. Oggi, su disposizione del gip di Milano Annamaria Zamagni, l'uomo, P.N., 59 anni, e' stato arrestato assieme ad altre quattro persone, i tre esecutori del sequestro e un intermediario. Le accuse, a vario titolo, sono sequestro di persona a scopo di estorsione, porto e detenzione di arma.

La escort, 29 anni, italiana, viene sequestrata il 6 marzo scorso a Milano, in zona San Siro, nel box della lussuosa abitazione di proprieta' del manager, dove si era trasferita da qualche tempo. In quel momento, la ragazza e' al settimo mese di gravidanza, dopo che in precedenza aveva gia' abortito un bimbo che il manager non aveva voluto. I tre esecutori, due italiani e un sudamericano, la vanno a prelevare nel box di cui avevano le chiavi, loro date dal dirigente bancario. La ragazza sta per parcheggiare la sua auto, quando viene aggredita e minacciata con una pistola e poi portata in una casa di campagna nel Pavese, dove viene trattenuta per un paio di giorni. I sequestratori la liberano per motivi ancora da accertare. Due le ipotesi degli inquirenti: che gli esecutori del sequestro si siano inteneriti vista l'avvenenza e lo stato interessante della ragazza oppure la circostanza che la escort abbia offerto loro piu' soldi di quanti ne aveva promessi il manager. Quest'ultimo aveva garantito una ricompensa, mai data, di centomila euro a testa per gli esecutori e per l'intermediario, un dentista che l'aveva messo in contatto con coloro i quali avrebbero avuto il compito di prelevare la giovane.

Gli inquirenti, coordinati dal pm Luca Gallio e dal procuratore aggiunto Piero Forno, ritengono che l'uomo, facoltoso, separato e con figli grandi, volesse far abortire la ragazza per 'salvare' la propria reputazione. Dopo averla fatta sequestrare dai tre uomini, pregiudicati, P.M. cerca di precostituirsi un alibi denunciando la scomparsa della escort e spiegando ai carabinieri di averla chiamata pi' volte al telefono, anche se dai tabulati risultera' una sola chiamata. Non sara' la giovane, impaurita, a denunciare la vicenda, ma una sua amica che agli inquirenti racconta di avere ricevuto dalla ragazza la confidenza che era stata rapita. A quel punto i carabinieri di Porta Magenta e i pm la convocano e, durante cinque drammatici interrogatori, apprendono la sua versione, che trova diversi riscontri oggettivi. Durante la prigionia, al primo piano di una casa di campagna, la vittima viene costretta a girare un video nel quale afferma di rinunciare al bimbo che porta in grembo. Un video che doveva servire ai rapinatori per mostrare al mandante che la 'missione' era stata compiuta. Gli inquirenti stanno compiendo accertamenti su una rapina subita dalla ragazza in seguito alla quale, per lo spavento, decise di andare a convivere col manager. La rapina potrebbe essere stata messa a segno dagli stessi esecutori del sequestro ed essere stata finalizzata a 'terrorizzarla'.

IL MANAGER E' DIRIGENTE DEUTSCHE BANK - E' Marco Pracca il manager arrestato stamani con l'accusa di essere stato il mandante del sequestro di una giovane escort incinta. Il dirigente, membro del consiglio di Deutsche Bank Italia, era stato imputato e poi assolto dai giudici del Tribunale di Milano il 18 aprile scorso, nell'ambito del processo Parmalat a carico di alcuni istituti di credito. Gli inquirenti, coordinati dal pm Luca Gallio (e non Gaglio, come scritto in precedenza ndr) ritengono che l'uomo abbia organizzato il rapimento, eseguito da tre uomini in passamontagna il 6 marzo scorso, per convincere la giovane ad abortire. La donna poi ha partorito il bimbo che aveva in grembo nelle drammatiche ore del sequestro

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