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martedì 3 aprile 2012

Andrea Masiello autogol da 300 mila euro



Nella giornata di Barcellona-Milan, gli italiani appassionati di calcio si svegliano di pessimo umore. E stavolta non è solo un brutto sogno o un cattivo pensiero. E' scritto nero su bianco, sulle pagine degli atti del Tribunale di Bari: non tutte le partite degli ultimi due campionati di Serie A sono state regolari. Dopo l'accordo sul rigore tra Doni e Cassano in Atalanta-Piacenza di B, ecco l'autogol fatto per soldi. Quello di Masiello in Bari-Lecce."MA CHE HAI FATTO? LA PALLA ANDAVA FUORI" - Durante il primo interrogatorio con il pm Angelillis, Masiello dà una versione contraddittoria sulla famosa autorete nel derby con il Lecce (VIDEO). Il 28 marzo, però, invia una nota ammettendo la volontarietà: "Voglio aggiungere che, quando il risultato era sullo 0-1, ho sfruttato un'occasione che mi si è posta per poter cristallizzare definitivamente l'esito di sconfitta per il Bari e per poter - quindi - ottenere il pagamento promessomi, realizzando così l'autogol con cui si è concluso l'incontro". Un'ammissione incredibile, sconvolgente anche per gli stessi tifosi baresi, che comunque qualcosa avevano capito. Anche Marco Rossi dà il suo giudizio sull'autorete. Durante l'interrogatorio, gli viene mostrata l'azione incriminata e lui risponde: "Le immagini parlano da sole". Nelle immagini, tra l'altro, si nota anche il portiere Gillet, oggi al Bologna, che va a parlare con Masiello quando il compagno è ancora per terra. Gli fa chiaramente segno: "Ma che hai fatto? La palla andava fuori".

giovedì 26 gennaio 2012

Masiello: "Costretto a vendere le partite".



La mafia ha le mani sulla serie A. Questa la conclusione a cui arriva la Procura di Bari dopo l'interrogatorio ad Andrea Masiello. La partita incriminata è la celebre Palermo-Bari, risultato finale 2-1, della scorsa stagione di A.
Il verbale dell'incontro è stato secretato perché "riguarda persone diverse dal dichiarante", scrive lo stesso Laudati. E sembra davvero che quello che sta uscendo possa diventare un vero terremoto. Per la A, per giocatori, ma anche per le società.
Uomini del clan barese dei Parisi aspettavano i calciatori sotto casa. Entravano negli spogliatoi. Hanno esercitato pressioni, distribuito mazzette e denaro per combinare i risultati delle partite del Bari. Almeno quattro, come ha ammesso Masiello. Ma potrebbero essere anche molte di più. Bari-Chievo 1-2, Bari-Roma 2-3 e Bari-Sampdoria 0-1 sono venute fuori dal discorso dell'ex capitano della squadra pugliese. Ma si chiacchiera anche di altri match.
"Mi minacciavano" avrebbe detto Masiello a Laudati e Angelillis. "Tutti mi dicevano di stare attento, che era gente poco raccomandabile. Di non fare lo scemo e accettare i soldi". Due volte lo hanno aspettato sotto casa e gli hanno messo una mazzetta da 80 mila euro in mano. Il clan Parisi, certo. E il clan degli "Zingari", il cui ruolo sta prendendo sempre più forma con il passare del tempo e delle testimonianze. In particolare la posizione di Ilievski, che il calciatore ha riconosciuto come uno di coloro che ha fatto pressioni per combinare le partite. E il ruolo di Ilievski sembra molto importante ai fini dell'inchiesta. La Procura di Cremona ha accertato che lo slavo si trovava a Formello prima di Lazio-Genoa e nell'hotel dei calciatori prima di Lecce-Lazio. Partite finite nel mirino e sulle quali sempre di più prende forma la combine.
La Procura di Bari, che sta prendendo sempre più spazio anche perché Cremona a febbraio dovrà rallentare per gli impegni del pm Di Martino su Piazza della Loggia, adesso ha sul taccuino i nomi di altri calciatori, del Bari ma anche di altre squadre. A quanto si dice soprattutto di Parma e Bologna. Tutte squadre già salve, o nel caso del Bari già retrocesse, che nelle ultime giornate potrebbero aver allenato un po' la tensione, per così dire. Presto ci potrebbero essere altri arresti e azioni importanti. In campo è scesa la mafia.