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lunedì 12 dicembre 2011

Torino: la ragazza ha inventato lo stupro



Chiede scusa, "soprattutto ai bambini del campo", la sedicenne che si è inventata lo stupro, episodio da cui è nato l'assalto al campo rom alla periferia di Torino. La lettera è pubblicata sull'edizione on line di alcuni quotidiani. "Ho visto in tv le immagini delle fiamme al campo nomadi e mi sono sentita male. Mi vergogno da morire: mi sono resa conto solo ora di quello che è successo. Mi sono inventata quella storia - scrive ancora la ragazza -, che erano stati due rom, appena ho visto mio fratello passare per la strada. In quel momento non ho pensato alle conseguenze. Chiedo scusa a tutta la gente del quartiere per la rabbia che ha suscitato la mia bugia. La colpa è solo mia. Sono pronta ad affrontare le conseguenze di quello che ho fatto". Della simulazione di reato si occuperà ora la Procura dei minori del capoluogo piemontese.
Sulla vicenda è intervenuta il ministro Annamaria Cancellieri: «Nulla può giustificare la violenza». Le forze dell'ordine hanno arrestato due uomini di 52 e 20 anno. La Cancellieri condanna la vicenda. «Non si fa giustizia da soli. E, nel caso dell'assalto al campo rom di Torino, è un'ingiustizia fatta da soli. Nulla, neppure la rabbia, l'emarginazione, i pregiudizi, possono giustificare episodi come quello che è successo sabato sera alle Vallette». E poi ha aggiunto: "A nessuno deve passare per la testa che i problemi si risolvono con la violenza. Meno che mai con la violenza nei confronti del diverso, dello straniero. Torino è la città che, da sempre, ha dato esempio concreto di convivenza civile che non si identifica in quel manipolo che ha incendiato la casa dei rom".

domenica 24 aprile 2011

Pedofilia/ Indagati tre preti brasiliani. Choc in Brasile: prete abusa di un 19enne.



La polizia brasiliana ha aperto un’indagine su tre sacerdoti, accusati di aver abusato sessualmente di bambini del coro per molti anni. È quanto si è appreso da fonti di polizia ed ecclesiastiche. La vicenda è scoppiata giovedì scorso in Brasile, dopo che l’emittente televisiva Sbt ha trasmesso un filmato che mostra un prete di 82 anni - Luiz Marques Barbosa - mentre ha un rapporto sessuale con un ragazzo del coro di 19 anni, al suo servizio per quattro anni. La registrazione è stata realizzata con una telecamera nascosta da un 21enne, che sostiene che Barbosa abbia approfittato di lui quando aveva soltanto 12 anni.
Malgrado le immagini siano di cattiva qualità, mostrano però inequivocabilmente il sacerdote nudo nel letto con il ragazzo. Sbt ha reso noto di aver ricevuto in forma anonima il video nella sede della sua redazione. Altri giovani ragazzi hanno denunciato nel servizio gli abusi di cui sarebbero stati vittime da parte di monsignor Luiz Marques Barbosa. Interpellato nell’ambito del servizio su questi casi presunti di pedofilia, Barbosa ha fatto sapere di poter rispondere a questa domanda soltanto «in confessionale», prima di porre fine all’intervista. La polizia brasiliana vuole far luce anche sui casi di monsignor Raimundo Gomes, 52 anni, e di padre Edilson Duarte, 43 anni, per presunte relazioni sessuali con bambini e adolescenti. Quest’ultimi hanno negato ogni accusa.
Un membro della Chiesa dell’arcivescovato di Penedo, nella provincia del nordest di Algoas, ha rivelato che i tre religiosi furono sospesi all’epoca dell’indagine. Un poliziotto ha inoltre segnalato che i tre resteranno in libertà fino alla conclusione dell’inchiesta, che potrebbe prolungarsi fino a fine aprile. I due uomini hanno chiesto l’anonimato. Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha confermato ieri che il Vaticano è al corrente di questa nuova vicenda di pedofilia.
MERKEL- Nel pieno delle polemiche per lo scandalo degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti tedeschi, scende in campo Angela Merkel, per richiamare alla responsabilita' non solo la Chiesa Cattolica, ma l'intera societa'. In un discorso dinanzi al Parlamento, il cancelliere tedesco ha detto che il dramma degli abusi sessuali sui bambini e' un problema che riguarda non solo il Vaticano. "Non ha senso, anche se i primi casi (di abusi) sono nella Chiesa Cattolica, concentrarsi su un gruppo. Questo e' qualcosa che e' accaduto in molte area della societa'"