martedì 5 luglio 2011

Denuncia per stalking il suo amante



Ha invaso con le foto e le immagini di una bella casalinga tutto il paese. Buste anonime recapitate non solo al marito, ma anche ai vicini di casa, agli amici, ai parenti, al medico di base, in latteria e in palestra? È quanto accaduto nei giorni scorsi a Porto Mantovano, un Comune della provincia virgiliana dove abita Marcella, una bella quarantenne focosa. Responsabile dell'invio multiplo di materiale che doveva restare segreto sarebbe un tecnico informatico vicentino. Alberto C., 43 anni, residente a Vicenza, è stato denunciato per stalking, diffamazione e minacce. La questura ha già provveduto ad ammonirlo, vietandogli di avvicinarsi alla donna.
L'incredibile vicenda è accaduta nei giorni scorsi in provincia di Mantova, ma la vicenda prende avvio un paio d'anni fa. Marcella è una donna che sa come piacere agli uomini. È sposata, ma in quel periodo cerca anche qualcos'altro. Su internet conosce Alberto, un bell'uomo, all'epoca libero. L'amicizia virtuale diventa poco alla volta reale. I due si vedono, per un caffè e quattro chiacchiere. Ma si piacciono e si attirano a vicenda. E finiscono a letto.
La relazione, clandestina, dura qualche mese. Poi, all'improvviso, Alberto scompare. Non risponde alle chiamate e ai messaggi. Più nulla. Marcella scoprirà successivamente che si era trovato una fidanzata. Ma, tutto sommato, era stato ai patti: «Tu per me sei solo un amico con cui divertirmi. Non lascerò mai mio marito, tu non devi avere nulla a che fare con la mia vita». Un amante e basta. E Alberto aveva detto sì.
Nel novembre scorso, dopo un paio d'anni di silenzio totale, il tecnico informatico vicentino torna a farsi vivo all'improvviso. Si è recato a Porto Mantovano, è andato nel negozio dove lavora Marcella e le ha spiegato che voleva riverderla. Le ha poi riferito della fidanzata, ma del fatto che non l'aveva mai dimenticata. «Una come te non si può scordare facilmente». Lei ci sta, la storia ricomincia, solo che Marcella è un po' più attenta, anche perchè capisce che lui si comporta in maniera strana. Quando scopre che lui ha telefonato ad una sua amica va su tutte le furie: «Doveva stare fuori dalla mia vita, come si permette di chiamare persone che mi sono vicine?». E decide di troncare tutto. Basta. Troppo rischioso.
Alberto cerca di convincerla in tutti i modi, ma quando capisce che lei non ne vuole più sapere, e soprattutto che non lascerà mai il marito, va fuori di testa.
Realizza una serie di fotomontaggi con immagini hard di Marcella. Poi recupera dei video (che aveva girato all'insaputa dell'amante) in cui loro due entrano a braccetto in un motel. Ancora, altre immagini esplicite dei loro rapporti sessuali. Infine, anche un audio con i gemiti inequivocabili di Marcella. Tutto questo materiale lo riproduce in centinaia di copie.
Il piano è diabolico. Infila foto, cd e dvd in centinaia di buste e le spedisce a Porto Mantovano. Alle amiche, ai parenti, a tutti coloro che conoscono Marcella. In qualche caso allegando anche dei messaggi con insulti o minacce. Si reca nel Mantovano e si diverte e lasciare delle foto sul tergicristallo della macchina del marito della sua amata.
In paese succede il pandemonio. Marcella inizialmente non vuole più uscire di casa, poi prende coraggio. Racconta tutto al marito, che la perdona e che la accompagna a sporgere denuncia, e spiega quello che può ad amici e parenti.
Sono cinque le querele a carico del vicentino, sporte anche dal marito e da amici di Marcella. Nel frattempo parte del materiale è stata raccolta dalla famiglia della donna per farla sparire.

Ancora danni nel Golfo del Messico



Torna la paura negli Stati Uniti per un altro possibile disastro ambientale come quello del Golfo del Messico. Venerdì, in Montana, una condotta petrolifera della Exxon Mobil si è rotta, sversando più di mille barili di petrolio, pari a circa 160mila litri, nel fiume Yellowstone, la cui fonte è collocata nell'omonimo parco. Il flusso dell'oleodotto - che porta il petrolio dal Wyoming e dal Canada fino all'area di Billing dove viene lavorato da tre raffinerie - è stato immediatamente interrotto e gli operatori del colosso petrolifero sono giunti sul posto per raccogliere il greggio.
Non è ancora possibile stabilire l'entità del danno. Alcuni giornali locali hanno mostrato le foto di pellicani e tartarughe sporchi di petrolio. Intanto, però, è scontro tra il presidente della Exxon Mobil Pipeline, Gary Pruessing, che ha dichiarato che le ricognizioni hanno mostrato danni limitati a 16 chilometri lungo il fiume mentre il governatore dello stato del Montana, Brian Schweitzer, ha parlato di "report prematuro". "Questa è una zona molto selvaggia, e loro non hanno alcuna idea se sono 5, 50, o 100 miglia, stanno tirando a indovinare. Il fiume Yellowstone - ha continuato il governatore - è importante per noi. Dobbiamo effettuare ispezioni fisiche nel fiume con piccole barche, al più presto", ha precisato. Secondo l'Agenzia per la protezione ambientale solo una piccola parte del greggio disperso potrà essere recuperato.
Sconosciute anche le cause dell'incidente anche se si pensa che la rottura sia legata alle abbondanti piogge cadute nei giorni scorsi nella zona. La condotta è stata costruita una ventina di anni fa ed era stata bloccata il maggio scorso perchè dopo un'ispezione del 2009 era stata dichiarata inaffidabile. Nel 2010 una nuova ispezione aveva evidenziato qualche problema strutturale ma la ExxonMobil aveva deciso di utilizzarla lo stesso.

La sbornia accorcia la vita



“Si accorcia di anni, anche di decenni, l’attesa di vita per i giovani e i giovanissimi alla ricerca dello sballo da alcool, fenomeno che si dilata in maniera esponenziale soprattutto nei fine settimana e nei periodi di vacanza grazie alle maggiori occasioni di socializzazione e al controllo dei genitori che si allenta”. La conferma arriva da uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e pubblicato sulla rivista scientifica Alcohol and Alcoholism, che ha preso in esame l’associazione e l’amplificazione dei danni al fegato generati da alcool e obesità insieme. Due concause che non si sommano, ma si moltiplicano esponenzialmente.
E la sbornia di ultima generazione ha anche un nome: si chiama binge drinking e consiste nel bere una grande quantità di alcool molto velocemente per ubriacarsi il prima possibile. Un eccesso già di per sé dannoso che, se ripetuto costantemente nel tempo - soprattutto in presenza di problemi come l’obesità o di altri aspetti caratteristici della sindrome metabolica che vedono al centro della problematica il fegato grasso -, diventa una vera e propria bomba ad orologeria in grado di accorciare sensibilmente le aspettative di vita.
Secondo le ultime statistiche (Iss), in Italia a darsi alla bottiglia sin dalla tenera età è il 42% dei ragazzi e il 21% delle ragazze minorenni. L’alcool seduce anche i bambini: 18 su 100, decisamente al di sotto dei 16 anni, hanno adottato almeno un comportamento a rischio alcool-correlato.
E se i numeri sull’abuso di alcolici tra giovanissimi spaventano, non meno impressionanti quelli legati all’obesità e al sovrappeso, problemi che interessano ben 1 bambino su 3. E quando obesità e alcool si incontrano ne esce un mix pericoloso quanto quello creato dal suo opposto: il digiuno prolungato per incrementare l’effetto “sballo” da consumo di alcool, fenomeno (detto drunkoressia) particolarmente diffuso tra le ragazzine.

Sequestrato il bar dei politici



E' uno dei bar più frequentati dai funzionari e dalle forze dell'ordine che lavorano a Palazzo Chigi. A volte è tappa anche di ministri e sottosegretari per un rapido caffé. Questa mattina gli agenti del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia hanno sequestrato l'Antico Caffè Chigi davanti alla Presidenza del Consiglio. Il sequestro fa parte di un'operazione in cui sono state sequestrati immobili, società, attività commerciali per circa 20 milioni di euro, tra Roma, Ardea e Formello legati alla 'ndrina dei Gallico di Palmi (Reggio Calabria).
Tra le società sequestrate nell'ambito dell'operazione, anche la holding del gruppo 'Adonis' con varie sedi a Roma tra i Parioli e il quartiere Coppede, che a fronte di modesti redditi dichiarati aveva effettuato, in base a quanto accertato dalle indagini, operazioni per molti milioni di euro. Sequestrati anche un megayacht, una villa alla periferia di Roma, a Formello di 29 stanze, un salone di bellezza e 90 rapporti bancari
Alla base del provvedimento di sequestro, gli accertamenti - disposti dalla Procura Distrettuale Antimafia ed eseguiti dalla D.I.A. - che hanno focalizzato sia i sofisticati sistemi finanziari mediante i quali veniva gestito l'ingente patrimonio, sia la sperequazione tra l'entrate lecite e la disponibilità dei beni stessi. In particolare, uno dei due personaggi colpito dal provvedimento ablativo, che non svolgeva alcuna attività lavorativa, anni addietro, mentre era in compagnia di Alfonso Gallico, capo dell'omonima 'ndrina, era rimasto vittima di un agguato mafioso nel corso del quale Gallico stesso era stato ucciso.