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martedì 20 dicembre 2011

Taranto uccido un vigilantes nel corso di una rapina



Un vigilantes è rimasto ucciso nel corso di una rapina in banca nella filiale Unicredit di via Orsini, a Taranto, nel rione Tamburi. La guardia giurata uccisa dai rapinatori è Giuseppe Moretti, di 35 anni, dipendente dell'istituto di vigilanza Vis. L'uomo è rimasto ucciso mentre stava scaricando alcuni plichi nella filiale dell'Unicredit del rione Tamburi a Taranto.
Due banditi avrebbero cercato di impossessarsi dei plichi ed uno avrebbe fatto fuoco ferendo al capo la guardia giurata. La vittima è padre di due figli. La guardia giurata uccisa abitava non lontano dalla filiale della banca dove è stato ucciso.
Stando ad una prima ricostruzione dei fatti i rapinatori dopo aver fatto fuoco si sono impossessati dei plichi col denaro e sono quindi fuggiti. Sul posto sono intervenuti Polizia e carabineri
HA CERCATO DI REAGIRE - Ha cercato di reagire estraendo l'arma di ordinanza Francesco Malcore. E' stato ucciso mentre stava per consegnare un plico con il denaro nella filiale Unicredit di via Orsini. Il vigilantes era appena sceso dal furgone blindato mentre il collega era ancora sul mezzo e stava per entrare in banca quando è stato affrontato da due banditi. Alla vista del rapinatore, Malcore ha estratto la pistola per far fuoco ma il bandito ha sparato colpendolo alla testa uccidendolo sul colpo. I rapinatori si sono quindi impossessati del denaro e sono fuggiti. Tutto si e' svolto in sequenza rapidissima e l'altro vigilantes che era sul furgone non e' potuto intervenire se non tentare di soccorrere il collega per il quale però, purtroppo, non c'era più nulla da fare.

lunedì 29 agosto 2011

Avetrana, un anno dopo



Il giorno del faccia a faccia, a un anno di distanza dalla morte di Sarah Scazzi. Si svolge davanti al gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carriere, l'udienza preliminare del processo per l'omicidio della giovanescomparsa ad Avetrana il 26 agosto 2010 e ritrovata morta 42 giorni dopo. Due le persone in carcere: sono la cugina della vittima, Sabrina Misseri, e la zia Cosima Serrano, madre di quest'ultima, che devono rispondere dell'omicidio della giovane studentessa che frequentava l'Istituto Alberghiero di Maruggio.
Il pm della Procura di Taranto Mariano Buccoliero e il procuratore aggiunto Pietro Argentino hanno presentato richiesta in tutto di 13 rinvii a giudizio. Dopo essere stati detenuti in periodi diversi, sono ora liberi lo zio Michele Misseri (rispettivamente padre e marito delle due donne in carcere), il fratello di questi, Carmine Misseri e il nipote Cosimo Cosma, detto Mimino, tutti accusati di essersi occupati di nascondere il cadavere nel pozzo dove venne ritrovato nella notte tra il 6 e il 7 ottobre grazie alla confessione dello stesso contadino di Avetrana, il perno intorno a cui e' ruotato tutto il giallo.