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venerdì 16 marzo 2012

Giallo sulla morte di un bimbo di 2 anni



E' stato trovato impiccato a un albero di fichi Igor Garau, 35 anni, ricercato da stamattina dopo il ferimento a martellate della compagna nell'abitazione di Sant'Antioco dove e' morto per cause misteriose il figlio di due anni e mezzo della donna. I carabinieri della compagnia di Carbonia, che cercavano il giovane disoccupato, hanno scoperto il cadavere in localita' "Su Pranu", a circa 500 metri in linea d'aria dalla casa di via Calasetta, dove la coppia viveva con il piccolo Mirko. A questo punto soltanto l'autopsia sul corpo del bimbo e le testimonianze della madre e dei familiari di Garau potranno aiutare gli inquirenti a chiarire cos'e' accaduto stamattina attorno alle 8 nella casa di Sant'Antioco.
AGGREDITA A MARTELLATE - Igor Garau ha aggredito a martellate alla testa la convivente nella loro casa di Sant'Antioco (Sulcis), dove i carabinieri poco dopo hanno trovato morto il piccolo Mirko Mocci, il figlio di due anni e mezzo della donna. Il martello è poi stato trovato nell'abitazione della madre di Garau, che si trova a una trentina di metri da quella di via Calasetta 104 dove stamattina il bimbo e' morto per cause ancora misteriose. Intanto, la madre del bambino non sa ancora della sua morte.
Dopo l'aggressione, la donna è uscita in strada, sanguinante e sconvolta, ed e' stata soccorsa da alcuni vicini che hanno chiamato il 118. Daniela Sulas e' stata ricoverata all'ospedale Sirai di Carbonia, dov'e' stata medicata per le ferite alla testa che hanno richiesto una cinquantina di punti. Le sue condizioni non sono critiche.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Carbonia, Daniela Sulas in camera da letto, appena sveglia e non vedendo il figlio, ha chiesto al suo compagno "Dov'e' il bambino?" e si e' sentita rispondere "E' in cucina". Quando ha raggiunto la stanza indicata, la ragazza e' stata picchiata a colpi di martello da Garau, che e' fuggito, lasciandola ferita e insanguinata. Non e' chiaro cosa abbia scatenato la furia dell'uomo, ora ricercato, ne' se sia coinvolto nella morte del piccolo.
Poco dopo testimoni del vicinato hanno riferito a carabinieri e vigili urbani di Sant'Antioco di aver sentito la donna urlare disperata e di averla vista sporca di sangue. Il bimbo, figlio di un altro uomo dal quale Sulas si era separata da poco, e' stato trovato morto. Sul posto e' intervenuto il medico legale che sta esaminando piu' accuratamente il corpo del piccolo, su cui non compaiono segni di violenza evidenti. Il pm che coordina le indagini e' Maria Virginia Boi della procura della Repubblica di Cagliari. (A donna, ferita a martellate, e' stata soccorsa dal 118 e trasportata all'ospedale Sirai di Carbonia.

mercoledì 11 gennaio 2012

Bimbo malato Asl non paga medicine



Hanno un bambino di tre anni gravemente malato, sono senza risorse economiche e la Asl non paga le medicine, le pomate, e tutto quello che potrebbe servire a lenire le sofferenze del piccolo: è la storia di Francesco e Teresa Memeo, lui bracciante agricolo, lei casalinga, genitori di Luigi Pio, affetto da una malattia genetica rarissima, l'ittiosi congenita del tipo 'Harlequin'.
La storia della famiglia di San Ferdinando di Puglia è riportata sulla "Gazzetta del Mezzogiorno". Le ittiosi si caratterizzano clinicamente per la desquamazione generalizzata della cute e sono malattie che portano sofferenze indicibili. Secondo il papà del piccolo i medici della Asl-Bat (la provincia di Barletta-Andria-Trani) gli hanno riferito che non ci sono i soldi per garantire al bambino i medicinali di cui ha bisogno.
CURE ORDINARIE E TRATTAMENTI - "Il bambino - racconta la mamma - è in cura presso la dermatologia pediatrica del policlinico di Bari" e "avrebbe bisogno oltre che dell'ordinario, di almeno quattro trattamenti al giorno, di interventi chirurgici per migliorare la limitata capacità delle mani, dei piedi, degli occhi, per poter parlare, cosa che non può fare". Il papà di Luigi Pio racconta: "Non ho mai avuto aiuto da nessuno, i servizi sociali del Comune non si sono mai occupati di noi, viviamo in una casa di cui, da un anno, non riusciamo a pagare i 300 euro al mese di affitto e le liti con i proprietari sono ormai all'ordine del giorno.

giovedì 29 dicembre 2011

Morto a due mesi con febbre alta



Morto a due mesi per una febbre troppo alta. Il decesso del piccolo nell'ospedale Perrino di Brindisi la notte di Natale. I genitori che vivono a Tuglie, piccolo paese in provincia di Lecce, ora hanno presentato una denuncia e il pubblico ministero Giuseppe De Nozza ha avviato gli accertamenti con l'acquisizione delle cartelle cliniche dalla struttura ospedaliera. Sarà avviata anche una perizia medico-legale per capire cosa abbia provocato la febbre alta.
Il bimbo avrebbe compiuto due mesi il 25 dicembre. Non stava bene da circa tre settimane e per questo è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Tricase, nel Leccese: in quella circostanza era stato accertato che il neonato aveva qualche problema cardiaco. Una malformazione non grave - avrebbero sostenuto i medici - che poteva risolversi senza problemi con un piccolo intervento chirurgico da effettuare al quarto mese di vita presso l'ospedale Perrino, struttura molto più attrezzata.
Così il piccolo fu dimesso e la sua crescita era continuata regolarmente: era arrivato a pesare circa 4 chili. Nei giorni scorsi la mamma ha portato il figlio in ospedale per un controllo di routine che era stato programmato già da tempo. Ma il bimbo non stava già bene: non aveva appetito e la febbre era salita a 39.
A questo punto i medici dell'ospedale di Tricase hanno deciso di trasferire il piccolo paziente all'ospedale Perrino di Brindisi: qui è stato immediatamente ricoverato nel reparto di Terapia intensiva. Ma lì il piccolo è morto: gli sforzi dei medici per salvarlo non sono serviti a nulla. Era ormai troppo tardi. Secondo quanto sostiene la madre nella denuncia presentata ai carabinieri il figlio avrebbe contratto qualche virus nel reparto infettivi quando il figlio era ricoverato a Tricase. Ma si tratta solo di un'ipotesi: le indagini sono appena incominciate.