
Un terremoto, di magnitudo 7,3 della scala Richter, ha colpito domenica la Turchia. Il sisma è avvenuto a 19 chilometri a nord-est di Van, a una profondità di 7 chilometri. Una prima stima è arrivata dall'istituto di sismologia Kandill di Istanbul: le vittime sarebbero tra 500 e 1000. L'epicentro del sisma, ha precisato l'Osservatorio sismologico, è stato localizzato nel villaggio di Tabanli, sempre nella provincia di Van, a circa 5 chilometri di profondità. Il terremoto è avvenuto alle 13:41 locali (le 12:41 italiane) ed è stato avvertito fra l'altro a Diyarbakir, Sirnak, Siirt, Batman e Mardin.
Terremoto in Turchia
Guarda la galleryCENTRO VULCANOLOGIA ITALIA STIMA FINO A 10MILA VITTIME - Potrebbe oscillare tra l'1% ed il 5% della popolazione colpita il tasso di mortalità probabile del terremoto nella provincia orientale turca di Van. È questa la stima di Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti (Cnt) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), confermando che la magnitudo del sisma è stata di 7,2-7,3 gradi. «Calcolando che gli abitanti colpiti dal terremoto sono 370 mila, in base ai precedenti sismi in Turchia, Pakistan, Afghanistan e Iraq, si può ragionevolmente stimare in circa 10 mila il numero di vittime, ovvero tra l'1% il 5% degli abitanti», spiega Selvaggi. Il sisma, avendo avuto un epicentro superficiale (entro i 10 km di profondità), aggiunge l'esperto, «ha avuto un forte carico distruttivo. E la stima ufficiale delle vittime, che oscilla tra 500 e 1000 - rileva -, come avviene sempre nelle prime ore è molto imprecisa. Credo che il carico distruttivo di questo sisma, sulla base della nostra osservazione di sismi analoghi, potrà darci numeri molto superiori a 1000 morti, forse anche oltre i 10 mila».
Un numero di vittime così elevato, secondo Selvaggi, è spiegabile con la vulnerabilità delle abitazioni: «È il problema fondamentale perchè le costruzioni sono scadenti. Non conosco Van, so che ci sono costruzioni di buona qualità - continua - ma anche molte non sicure. Un terremoto di magnitudo superiore a 7 in una città densamente abitata, in una zona sismica con costruzioni non molto ben fatte è una tragedia annunciata». «Tutta la fascia che corre dall'Himalaya fino alle nostre Alpi - precisa il direttore del Cnt - è soggetta ai movimenti della placca indiano-arabica e africana, che si sposta verso nord rispetto a quella euro-asiatica, dando origine a una collisione che libera l'energia che si trasforma nei terremoti». L'area di Van era stata già colpita da un terremoto nel 1976, leggermente inferiore come magnitudo (7.0) e che fece circa 4.000 vittime. In Turchia l'evento recente più disastroso è quello del '99 a Izmit, con 20-25 mila morti. Sisma della magnitudo di Van, ricorda Selvaggi, «ne sono stati registrati parecchi negli ultimi anni. Penso a quello in Cina del 2008, ma anche a quelli in Giappone e Nuova Zelanda dove però, grazie alla prevenzione, si è riuscito a sopportare meglio il carico distruttivo. Costruire bene - conclude - è l'unica vera forma di prevenzione».
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