lunedì 12 dicembre 2011

Morire a 16 anni per una sigaretta



Un pugno alla tempia, un gioco violento di spintoni e ripicche degenerato per caso: Simone è morto così, a 16 anni appena, e a ucciderlo è stato l'amico del cuore, davanti al Cine Cité del centro commerciale Parco Leonardo, luogo abituale di ritrovo. E tutto sarebbe nato per una sigaretta rifiutata. L'amico subito dopo l'arresto piangeva disperato: "Non volevo fargli male, è cominciato per una stupidaggine, lui ha dato un pugno a me, io uno a lui. Ditemi come sta". Il caso

lunedì 5 dicembre 2011

Pallone d'Oro, Messi vs Ronaldo



La Fifa e France Football hanno ufficializzato i tre candidati al Pallone d'Oro 2011 A contendersi l'ambito premio saranno Lionel Messi, Xavi Hernandez e Cristiano Ronaldo, i più votati della lista dei 23 contendenti diramata un mese fa.
La Pulce del Barcellona è ad un passo dal terzo trofeo consecutivo, che di fatto la eguaglierebbe a mostri sacri come Cruijff, Van Basten e Platini, a soli 24 anni. La stella blaugrana può contare sull'ennesima stagione straordinaria dei catalani campioni di Spagna e d'Europa.
Sul podio finiranno quindi anche il regista della splendida macchina di Guardiola, Xavi, e l'astro del Real Madrid Cristiano Ronaldo, l'unico che può pensare di avvicinarsi a Messi. Il premio verrà consegnato il 9 gennaio a Zurigo

Stmpanti in 3D: addio fratture



Roma - Per ricostruire le ossa del corpo umano non basta assumere calcio e vitamina D. Nei casi più gravi, se una frattura o una malattia hanno compromesso una parte importante della struttura, è necessario ricorrere a delle protesi ortopediche. La ricerca medica ha già proposto stampanti 3D di dimensioni estremamente compatte, a basso costo e molto semplici da utilizzare, per la fabbricazione di protesi su misura. Un tipo di hardware che già viene utilizzato con successo in altri campi, per plasmare da zero oggetti e "pezzi di ricambio".
Un nuovo studio dell'università di Washington si concentra però sul materiale utilizzato per ricostruire ossa o denti. Il team capitanato dalla professoressa Susmita Bose ha creato infatti una sostanza sperimentale (mix tra polvere di ceramica, fosfato di calcio, silicio e ossido di zinco) che si lega all'osso naturale danneggiato e funge da "impalcatura" favorendo lo sviluppo di nuove cellule.

Siamo tutti spiati



Roma - Lo scandalo Carrier IQ è esploso e ora è più che mai inarrestabile: la scoperta del rootkit installato su "150 milioni" di dispositivi mobile (smartphone e tablet) - come orgogliosamente dichiarato dalla società produttrice - sta scatenando un putiferio, e che la faccenda sia di quelle parecchio serie lo dimostra la gara tra le aziende mobile a chi si smarca prima dalla presunta opera di spionaggio onnicomprensivo messa a disposizione dal software.
È prima di tutto Carrier IQ stessa a provare a negare le accuse di violazione della privacy, delle leggi che limitano il tecnocontrollo e ogni genere di EULA e contratto con i consumatori che un sistema del genere porta con sé: "Sebbene alcuni individui abbiamo scoperto che il software Carrier IQ accede a una gran quantità di informazioni - spiega la società - il nostro software non registra, archivia o trasmette il contenuto dei messaggi SMS, delle email, fotografie, audio o video".
Il client di Carrier IQ serve a misurare meglio le prestazioni e a spiegare ad esempio quale "app" consuma più energia (e quindi batteria) delle altre, dice Carrier IQ, non certo a spiare il mondo intero di utenti smartphone-dipendenti.
Sarà tutta una questione di "misurazione di performance", ma a quanto pare proprio nessuno degli operatori mobile è disposto a farsi trascinare nel fango assieme al nome di Carrier IQ: Apple dice di aver usato il rootkit (ma solo in modalità diagnostica) in passato ma di aver interrotto il supporto a partire da iOS 5, Google rassicura di non avere alcun rapporto con Carrier IQ e che la natura "open source" di Android impedisce loro di avere il pieno controllo su quello che i carrier o i produttori OEM combinano con il sistema.