martedì 30 novembre 2010

Preso pluriomicida in sicilia


L'uomo arrestato stamane con l'accusa di essere il presunto "mostro di Cassibile" si chiama Giuseppe Raeli ed è un pensionato incensurato di 69 anni . L'uomo ha già lasciato sotto scorta e nel massimo riserbo la caserma del comando provinciale dei carabinieri di Siracusa per essere condotto nel carcere siracusano di contrada Cavadonna dove verrà rinchiuso in isolamento. Le accuse a suo carico sono di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione di arma in relazione ai diversi episodi che gli vengono contestati.
Gli investigatori attendono adesso di valutare quel che emergerà dalle perquisizioni in corso sia nella sua abitazione che in alcuni fondi nella sua disponibilità per verificare se possono essere ricondotti o meno al pensionato anche altri episodi sui quali le indagini sono ancora aperte. Il blitz che ha portato all'arresto del presunto serial killer di Cassibile e stato condotto con il supporto di una trentina di carabinieri. In questo momento sono in corso, anche da parte dei tecnici Ris di Messina, le perquisizioni sia nell'abitazione del pensionato arrestato che in alcuni fondi nella sua disponibilità che si trovano in prossimità della sua abitazione. Tutte operazioni queste che si protrarranno ancora a lungo.
Quanto agli episodi che vengono contestati al pensionato sembra, sempre secondo le primissime indiscrezioni, che possano fare riferimento ad un arco temporale più ristretto rispetto a quello compreso tra il 1996 ed il 2009 sul quale gli investigatori hanno indagato per le diverse vicende che a vario titolo sono state ricondotte alle azioni del cosidetto "mostro di Cassibile".

Suicida il prete pedofilo smascherato dalle iene


Il sacerdote molestatore smascherato dalle Iene si è suicidato gettandosi sotto un treno. E' successo stamattina alle 11 e 30, quando il religioso, dopo aver raggiunto la linea ferroviaria Milano-Brescia nelle campagne tra Masano e Pagazzano, si è lanciato sotto un convoglio in arrivo, morendo sul colpo. Quello dell'uomo, 51 anni, in servizio al Santuario di Caravaggio, era diventato un caso di cronaca perché lo scorso aprile gli inviati della trasmissione di Italia 1 avevano scoperto la sua abitudine ad approfittare di coloro che si rivolgevano a lui per consigli spirituali, sottoponendoli a pesanti molestie.
Le immagini riprese dalla telecamera delle Iene erano impietose e ritraevano il sacerdote mentre faceva avances a un attore che si era finto omosessuale. Anzi, era proprio questo il motivo dell'incontro: trovare una persona a cui confidare le proprie inclinazioni omosessuali. E il religioso era caduto nella trappola, evidenziando comportamenti che la telecamera aveva registrato. Solo due mesi dopo la messa in onda delle riprese si era scoperto che il sacerdote filmato era in servizio al Santuario di Caravaggio. Il prete era stato quindi sospeso dalle sue funzioni e inviato in una comunità di cura. Una situazione che probabilmente il religioso non è riuscito a sopportare. -->

E' morto Mario Monicelli


Il regista Mario Monicelli si e' ucciso lanciandosi dal quarto o quinto piano del reparto di urologia dell'ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato da ieri. Lo rendono noto fonti sanitarie.
Monicelli si e' lanciato dal balcone del nosocomio romano intorno alle 21. Il regista aveva 95 anni ed era ricoverato per un tumore alla prostata. Anche suo padre Tomaso, noto scrittore e giornalista, si era tolto la vita nel 1946. Il corpo di Monicelli e' stato trovato dagli addetti sanitari a terra, disteso nei viali vicino alle aiuole, a pochi metri dal pronto soccorso. Al quinto piano, a una decina di metri di altezza, la finestra con la luce accesa dalla quale si e' lanciato.
Monicelli non ha lasciato nessun biglietto nella sua stanza a spiegazione del suo gesto. Il regista era ricoverato da solo nella stanza del reparto di urologia al quinto piano del San Giovanni. Intorno alle 21, poco dopo essersi sottoposto alla terapia, si e' lanciato nel vuoto. Sul posto e' arrivata la moglie e alcuni amici e famigliari.

lunedì 22 novembre 2010

La Carfagna ci ripensa


''La misura era colma. Ho fatto la mia scelta e sono obbligata ad andare avanti. Quale sarebbe l'alternativa? Vivacchiare, facendo finta di niente? No, mi dispiace, non mi interessa''. E' la posizione di Mara Carfagna, dopo l'annuncio delle sue dimissioni da Pdl, Parlamento e governo di due giorni fa, ribadita in un colloquio con Repubblica.
''Non posso cedere - dice - e' una questione di dignita'''. Ma, aggiunge, ''non voglio la rottura a tutti i costi. Sono disponibile a ricucire, purche' arrivino risposte concrete''. Vero e' che La Russa le ha assicurato ''che tentera' tutte le strade per ricucire lo strappo. Ne prendo atto e aspetto. Sono pronta a tornare sui miei passi - ribadisce - ma solo a condizione che si affrontino seriamente le questioni che ho posto''. Che sono in primis quella del ''termovalorizzatore di Salerno'' che rischia di ''non essere fatto'' e la citta' di ''finire sotto i rifiuti, dopo Napoli''. E su questo primo punto ''non scendo a compromessi''.
C'e' poi la questione di un Pdl ''allo sbando'', che ''rischia di esploderci in mano''. Non deve essere ''uno strumento di potere a vantaggio di pochi capi locali che fanno il bello e il cattivo tempo, perche' questo e' l'andazzo''. A livello regionale e provinciale, denuncia, ''il partito e' governato con sistemi dittatoriali. Ed e' chiaro che su questo c'e' stata una sottovalutazione, se non un avallo, a livello nazionale''. Lei, dice, viene ''delegittimata. Perche' ci sono altri che contano. Perche' sono donna e vorrei vedere cosa sarebbe accaduto se le stesse questioni le avesse sollevate un uomo''.
Ma ''io mi batto per un partito vero, autenticamente liberale e democratico''. Quanto alla frase del premier che l'ha definita ''signora Carfagna'', ''il presidente - dice - non lo interpreto. E' stato criptico ma ha detto la cosa giusta: mi sono sempre comportata da signora, anche in questa vicenda''. Nella quale non tradisce nessuno: ''Non sono candidata a nulla in questo momento. Non sto per trasmigrare da nessuna parte, meno che mai in Futuro e Liberta'. Ma a questo punto non voglio piu' essere tradita dal partito nel quale ho militato e nel quale ho creduto''.