mercoledì 3 novembre 2010

'Sakineh sarà giustiziata'


Sakineh potrebbe essere uccisa nelle prossime ore nel carcere di Tabriz. Non più lapidata, ma impiccata. L'allarme è arrivato in mattinata dal comitato internazionale contro le esecuzioni. L'Ue si è detta "molto preoccupata" ed ha immediatamente avviato accertamenti per verificare la notizia, in Italia il ministro degli Esteri Franco Frattini ha assicurato che non ci sono conferme, mentre dalla Francia sono rimbalzate le voci su una possibile "rapida esecuzione" della donna iraniana accusata di adulterio e concorso nell'omicidio del marito. Il tutto nel totale silenzio di Teheran.
Ma la notizia della possibile impiccagione di Sakineh ha immediatamente suscitato l'indignazione di diversi paesi europei, gli appelli di molti ministri, tra i quali Frattini e la collega delle Pari opportunità Carfagna, e l'organizzazione di marce e fiaccolate da Parigi a Roma e Bruxelles.
"La 'Commissione per i diritti umani' del regime - hanno assicurato al comitato - ha annunciato che 'secondo le prove esistenti, la sua colpevolezza e' stata confermatà ". Di fatto, è l'accusa del comitato, "il regime ha creato un nuovo scenario per accelerare la condanna a morte". A tutto ciò bisogna aggiungere che il mercoledì, in Iran, è il giorno delle esecuzioni, come ha sottolineato La Regle du jeu, rivista online di Henri-Levy che ha ottenuto informazioni analoghe, "c'é quindi da essere terribilmente preoccupati per Sakineh".
Da Teheran non sono arrivate né conferme né smentite, ma ieri il vice ministro degli Esteri ha ribadito la posizione del regime: "L'Iran - ha detto Hassan Qashqavi - difende la vittima e la sua famiglia, mentre l'Occidente difende chi ha recato l'offesa". Non una parola però su una possibile accelerazione dell'esecuzione. L'unica notizia di oggi è quella dell'arresto dell'avvocato iraniano dei due tedeschi finiti in manette mentre intervistavano il figlio e il legale di Sakineh, anche loro poi arrestati. Mentre il presidente del comitato 'Neda Days' ha annunciato di aver trovato un altro avvocato per difendere Sakineh. Si tratta di una donna che sarà aiutata a livello internazionale da un penalista italiano, Bruno Malattia.
Dalla Gran Bretagna, il Foreign Office ha definito la possibile impiccagione di Sakineh "un atto vergognoso", mentre dall'Italia Frattini, in contatto con l'ambasciata, ha assicurato che non ci sono conferme. "Rispetto le ong - ha detto - ma il nostro ambasciatore a Teheran non ha nessunissima conferma che domani la condanna a morte sarà eseguita".
Il titolare della Farnesina si è detto comunque fiducioso di trovare ascolto presso Teheran, rinnovando un appello "che non é contro l'Iran ma per la vita di Sakineh". Preoccupazione e "indignazione" è stata espressa dal ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, mentre si sono rivolti al Governo e alla Ue, chiedendo di "fermare la mano del boia", i capigruppo del Pd Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, come l'Idv che, con Pedica, ha chiesto all'esecutivo di "attivarsi per salvarla". I due vicepresidenti italiani del Parlamento europeo Gianni Pittella (Pd) e Roberta Angelilli (Pdl) hanno chiesto alle autorità di Teheran di chiarire le voci. Sakineh è diventata "un simbolo per la difesa della libertà", per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha esposto in Campidoglio l'immagine della donna e la presidente della Regione Renata Polverini che ha invitato il governo a non lasciarla sola. E dal Festival di Roma il regista iraniano Fariborz Kamkari ha invitato a continuare a battersi per Sakineh.

Ancora sommosse a Terzigno


Riprendera' stasera lo sversamento dei rifiuti a cava Sari, la discarica tra Terzigno e Boscoreale, nel vesuviano, oggetto delle contestazioni dei residenti della zona. Anche dopo l'annuncio della cancellazione della seconda discarica prevista a Terzigno, quella di cava Vitiello, la frangia piu' irriducibile dei manifestanti ha continuato a minacciare forti proteste e il blocco dei camion qualora fosse stato ripristinato l'utilizzo di cava Sari. La ripresa dei conferimenti, attesa ormai da giorni, e' stata annunciata dal sindaco di Boscoreale Gennaro Langella lasciando la riunione nella Prefettura di Napoli con il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso e i sindaci dei comuni vesuviani.
SINDACO BOSCOREALE,VENERDI'CDM CANCELLA TERZIGNO BIS- Venerdi' sara' in Consiglio dei ministri il provvedimento di cancellazione dalla legge 123 di Cava Vitiello, la seconda discarica di Terzigno contestata duramente per mesi dalle popolazioni dell'area vesuviana. Lo ha detto il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, lasciando la riunione in corso in prefettura con il sottosegretario Bertolaso.
GIUGLIANO (NAPOLI) - Nuovi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine nel sito di stoccaggio a Taverna del Re. Un ingente schieramento delle forze dell'ordine e' presente al momento con gli scudi alzati per contenere poche decine di manifestanti. Al passaggio degli autocompattatori i manifestanti hanno urlato ''vergogna, vergogna, andate ad arrestare i delinquenti''. Al momento sono passati altri 10 camion tutti provenenti dalla citta' di Napoli.
Alcuni manifestanti hanno tentato di bloccare i camion che avevano da poco sversato i rifiuti all'uscita del sito di Taverna del re nei pressi di Giugliano. Lucia De Cicco, la pasionaria che già due anni fa si diede fuoco in un'analoga protesta contro lo sversamento della spazzatura, ha messo la sua auto di traverso lungo la strada. La vettura e' stata spostata di peso da alcuni uomini delle forze dell'ordine. Dall'alba di oggi sono entrati nel sito una ventina di automezzi. Dopo gli incidenti di ieri le colonne di auto-compattatori si spostano sotto la scorta di polizia e carabinieri.
Nuovi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine si stanno verificando a Taverna del Re dove da alcuni giorni c'e' un presidio per impedire il transito degli autocompattatori diretti al sito. Le forze dell'ordine stanno stringendo i manifestanti lungo le cunette laterali della strada. Alcuni si sono addirittura piazzati davanti ai mezzi dei carabinieri.
I manifestanti hanno al momento bloccato una lunga colonna di automezzi diretti al sito di stoccaggio. Alcuni si sono aggrappati ai camion mentre carabinieri e polizia tentano di riportarli a terra. Un uomo e' caduto battendo la testa a terra. Dinanzi al corteo dei manifestanti c'e' un uomo che sventola la bandiera italiana.
A NAPOLI 2.300 LE TONNELLATE IN STRADA - Duemilatrecento sono le tonnellate di rifiuti presenti nelle strade di Napoli. Questo il dato fornito oggi dall'assessore comunale all'Igiene urbana Giacomelli, a margine delle celebrazioni per i defunti. Secondo quanto riferito dall'assessore, stamattina i camion stanno sversando a Chiaiano, così come a Taverna del Re dove "al momento - ha detto l'assessore - non ci sono incidenti". Secondo i dati forniti stanno scaricando circa 20 mezzi. "Continuando così - ha detto Giacomelli - sono fiducioso che nella giornata di oggi riusciremo a sversare la nostra capacità massima che si aggira fra le 1600 e 1650 tonnellate al giorno". Per quanto riguarda la giornata di ieri, Giacomelli ha riferito che hanno scaricato circa 80 mezzi a Chiaiano, mentre nel pomeriggio a Taverna del Re le operazioni sono state interrotte a causa delle manifestazioni.
A GIUGLIANO VERSO CHIUSURA SCUOLE - L'amministrazione comunale di Giugliano chiede l'immediata chiusura del sito di stoccaggio di Taverna del Re. Considerate, poi, le condizioni igienico-sanitarie in cui versa la citta', poiche' a terra vi sono oltre 1000 tonnellate di spazzatura non raccolta, nelle prossime ore si potrebbe disporre la chiusura delle scuole per la giornata di mercoledi'. Intanto una delegazione di consiglieri ha espresso solidarieta' al manifestante rimasto ferito.

TAVERNA DEL RE, SOLIDARIETA' MAMME VULCANICHE - Una delegazione di mamme vulcaniche, impegnate nei giorni scorsi nella rivolta di Terzigno, e' giunta da poco a Taverna del Re per portare la solidarieta' ai manifestanti che protestano contro la riapertura del sito di ecoballe, disposta dal presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. A Giugliano ormai i cittadini sono in preda alla disperazione. Non capiscono perche' si debba infierire su un territorio gia' ammalato portando altre 10 mila tonnellate di rifiuti.

CASSONETTI IN FIAMME A NAPOLI E PROVINCIA - Rifiuti in fiamme anche la scorsa notte, a Napoli e in provincia. Diversi, circa quaranta, gli interventi dei Vigili del Fuoco. I cassonetti, al pari dei cumuli, sono stati incendiati in diverse zone del centro storico di Napoli ma anche in piazza Garibaldi, nella zona di Capodimonte e molti i roghi a Santa Teresa degli Scalzi. Immondizia bruciata anche in periferia e in provincia. La maggior parte degli interventi dei Vigili del Fuoco si e' registrata a Giugliano, Afragola, Casalnuovo. Diverse le auto in sosta che, a seguito, degli incendi hanno subito danni.

NEL NAPOLETANO PICCHIATI AUTISTI MEZZI ASIA - Due autisti dell'Asia - l'azienda servizi di igiene ambientale che si occupa della raccolta di rifiuti a Napoli - sono stati aggrediti e picchiati a Giugliano (Napoli). Lo conferma il presidente dell'Asia, Claudio Cicatiello. L'episodio e' avvenuto lungo via Santa Maria a Cubito, nei pressi del mercato ortofrutticolo generale dove i camion si fermano prima di entrare a Cava Giuliani per la cosiddetta 'pesa'. Di seguito, poi, i mezzi sarebbero dovuti andare a Taverna del Re. Atti di intemperanza anche nei confronti di altri due mezzi che avevano gia' scaricato l'immondizia al sito di stoccaggio.

martedì 2 novembre 2010

Violenza su un gatto


Un ragazzo prende la rincorsa e ridendo colpisce con un violento calcio un gatto che, ferito, perde molto sangue tanto che l'aggressore dice agli amici ''ormai e' morto''. E' il contenuto di un filmato messo su Youtube girato di sera che e' stato cancellato alcune ore dopo ma che un utente indignato aveva conservato e poi girato all'associazione 'Arcanimali' che ha presentato una denuncia sollecitando l'intervento della polizia postale per individuare il responsabile dell'episodio.
Il filmato e' visibile sul sito dell'agenzia di stampa animalista Geapress, che ha reso noto l'episodio. Protagonisti sono alcuni ragazzi che l'inflessione dialettale fa ritenere essere della Sicilia centro-orientale. Un ragazzo, il piu' alto del gruppo inquadrato, corre e colpisce con violenza il gatto, di colore chiaro. L'animale 'vola' per diversi metri e un amico dell'aggressore commenta: ''l'hai ucciso, e' morto''. Lui soddisfatto, continuando a ridere, si vanta: ''gli ho rotto la schiena...''. Un altro ragazzo lo blocca: ''basta perde sangue, lo hai colpito alle zampe''. E lui commenta ''ormai e' morto'', mentre il gatto si accascia su un muro e lentamente si allontana.

Il maltempo fa danni al Nord


Frane e smottamenti, citta' allagate, fiumi esondati, centinaia di interventi dei vigili del fuoco, migliaia di cittadini sfollati, un treno deragliato e, purtroppo, anche tre morti: la prima, vera, ondata di maltempo, ha messo in ginocchio l'Italia. Riproponendo con urgenza la necessita' di una seria politica di prevenzione e messa in sicurezza di un territorio sempre piu' a rischio. E non e' ancora finita: la perturbazione che ha colpito il centro-nord proseguira' nelle prossime ore, interessando anche le regioni meridionali, dove si sono gia' registrate difficolta' nei collegamenti con le isole minori.
Per questo il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una nuova allerta meteo, attivando le strutture e le autorita' locali affinche' predispongano i necessari interventi di prevenzione, in modo da evitare che le piogge possano provocare conseguenze alla popolazione. Finora il prezzo piu' alto l'ha pagato la Toscana, con tre vittime in provincia di Massa Carrara. Nera Ricci e suo figlio Mattia, di appena due anni, sono morti dopo che una frana si e' abbattuta sulla loro casa a Lavacchio, sul monte Brugiana. I vigili del fuoco li hanno estratti dal fango alle prime luci dell'alba, abbracciati. Si sono salvati invece il marito della donna, che ha fatto in tempo a uscire di casa prima che l'ondata di detriti la investisse, e un'altra figlia, di 16 anni, che era fuori per una festa.
Travolto dal fango anche Aldo Manfredi, di 48 anni: era uscito di casa con il padre a Mirteto, sul monte Candia, per controllare che le barriere che avevano posizionato nel punto in cui la collina era gia' franata in passato, tenessero. Il cadavere dell'uomo e' stato estratto dai detriti nel pomeriggio, mentre il padre si e' salvato proprio perche' coperto da una di quelle barriere. ''E' un bilancio inaccettabile - dice il presidente della Regione Enrico Rossi - serve un piano nazionale di finanziamenti per la prevenzione''. Situazione critica anche in Veneto, dove le province di Verona, Vicenza e Padova sono praticamente sott'acqua. Le piogge incessanti hanno fatto esondare il Bacchiglione a Vicenza, l'Alpone e il Trampigna nel veronese, il Frassine in provincia di Padova.
L'acqua ha invaso strade e case, con migliaia di persone costrette a fuggire frettolosamente o a rifugiarsi sui tetti in attesa dell'arrivo dei vigili del fuoco: saranno almeno duemila le persone che trascorreranno la notte fuori casa. A Caldogno, nel vicentino, si e' sfiorata la tragedia: il paese e' stato invaso da un metro e mezzo d'acqua e per alcune ore si e' tenuto che un uomo, sceso nella cantina di casa, fosse stato portato via dalle acque. Fortunatamente aveva fatto in tempo a rifugiarsi in casa ed e' stato messo in salvo dai vigili del fuoco. Le piogge torrenziali hanno anche costretto i gestori a chiudere l'autostrada A4 Milano-Venezia (dove si e' registrato anche un incidente mortale a causa del maltempo) tra il capoluogo scaligero e quello berico, perche' le carreggiate sono state invase da 60 cm d'acqua.
E proprio a Vicenza il Bacchiglione ha invaso il 30 per cento del territorio cittadino, compresi gli scantinati del teatro Olimpico, gioiello del Palladio. Il sindaco Achille Variati ha invitato i cittadini a non utilizzare l'auto e, d'intesa con la Provincia, ha disposto per domani la chiusura delle scuole di tutto il territorio. Allagamenti e smottamenti si sono registrati anche in Lombardia - il Seveso e il Lambro sono esondati a Milano mentre il Chiese e' uscito dagli argini nel bresciano - in Friuli Venezia Giulia, soprattutto in provincia di Pordenone - la regione ha dichiarato lo stato di emergenza - in Piemonte, dove in un incidente stradale nei pressi di Pinerolo sono morte tre persone.
E ancora in Emilia Romagna, dove e' scattata l'allerta per i fiumi Enza e Secchia e il Po e' cresciuto di 2,5 metri in un solo giorno e nel Lazio nord, tra Cerveteri e la provincia di Viterbo. Colpita pesantemente anche la Liguria, dove e' scattata l'allerta per fiumi e torrenti in piena sia in provincia di La Spezia che in quella di Genova. Uno smottamento sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia all'altezza di Bordighera ha invece rischiato di provocare l'ennesima tragedia: il treno e' deragliato e della ventina di passeggeri che erano a bordo soltanto tre, oltre ai due macchinisti, sono rimasti feriti in modo lieve.